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Rimpatrio capitali a costo zero

La proroga della voluntary è senza sanzioni aggiuntive e con la possibilità di accertare il 2010 sino alla fine del 2016. Istanze integrative, documenti e relazione potranno essere prodotti entro il 30 dicembre prossimo. Sono questi gli aspetti essenziali del decreto legge approvato ieri dal consiglio dei ministri e che disciplina l’allungamento dei termini per l’accesso alla procedura di collaborazione volontaria, provvedimento atteso da tempo ma che è arrivato sul filo di lana.

Il nuovo termine. La nuova scadenza per la presentazione dell’istanza è dunque fissata al prossimo 30 novembre 2015. Quindi, nonostante la ritrosia iniziale, anche a livello politico si è preso atto, tra gli altri elementi, della assoluta complessità della procedura che, in molti casi, contiene dei limiti oggettivi per essere perfezionata in modo coerente con le finalità della legge. Basti pensare alle numerose situazioni in cui la documentazione è di difficile reperimento o la stessa è incompleta. È altresì evidente che molte situazioni non venivano posticipate dai professionisti per mero ostruzionismo ma per effetto di una complicazione a volte non prevedibile. Sul punto, peraltro, va segnalato come l’integrazione dell’istanza può essere prodotta comunque entro i 30 giorni successivi così come la produzione di documentazione e della relazione di accompagnamento. Per conseguenza, tutti i termini, compresi quelli indicati nei diversi provvedimenti diramati dall’Agenzia delle entrate sono spostati alle nuove scadenze. Anche dal punto di vista dell’Agenzia delle entrate, la proroga del termine non appare così disdicevole in quanto potrebbe verificarsi un effetto ampliamento dei soggetti potenzialmente interessati e che, magari, non hanno trovato spazio nell’ambito di coloro che di voluntary si stanno occupando da mesi. Il nuovo termine potrebbe essere anche utilizzato dall’amministrazione finanziaria per intervenire nuovamente in via interpretativa sulle questioni che, oggettivamente, necessitano di chiarimenti.

I costi. Uno dei temi che erano stati ventilati era quello legato ai costi della proroga. Nel senso che era stato ipotizzato come, per i «ritardatari» potesse essere introdotta una sorta di maggiorazione rispetto ai costi iniziali ai fini sanzionatori. Il testo del decreto non contiene alcuna previsione in tal senso lasciando dunque inalterata la riduzione delle sanzioni dovute da chi accede alla procedura di collaborazione volontaria. Che, è bene ricordare, sono di fatto dimezzate nella più parte dei casi in relazione alle violazioni sul monitoraggio fiscale e fortemente ridotte sulle imposte dovute ai fini della adesione. In modo logico, il decreto contiene però una previsione sull’allungamento dei termini di accertamento per i periodi di imposta che sono in scadenza al 31 dicembre 2015. Viene infatti affermato come «i termini di decadenza per l’accertamento di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, e dell’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, nonché i termini di decadenza per la notifica dell’atto di contestazione ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, che scadono a decorrere dal 31 dicembre 2015, limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura di collaborazione volontaria e per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa, sono fissati, anche in deroga a quelli ordinari, al 31 dicembre 2016».

In pratica significa che le violazioni al monitoraggio fiscale del 2009 e ai fini impositivi del 2010 potranno essere contestate entro la fine del prossimo anno. Come pure, da un punto di vista procedurale, viene sancita la «sopravvivenza» delle modalità con le quali saranno richieste le somme contenute in norme che erano state abrogate dalla legge di stabilità. Si afferma, infatti, che le disposizioni di cui all’articolo 5, commi da 1-bis a 1 quinquies del dlgs n. 218 del 1997 nel testo vigente sino alla emanazione della legge n. 190 del 2014 continuano ad applicarsi sino al 31 dicembre 2016.

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