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Rimozione dei vertici e multe fino a 5 milioni: ecco i nuovi poteri di Via Nazionale e Bce

In attesa che la riforma delle banche popolari esca dai cassetti del Mef, un’altra è già scritta nero su bianco:?è il decreto delegato che recepisce la Crd IV, la direttiva europea che implementa le nuove regole per il mondo bancario e finanziario introdotte da Basilea 3. Tra i punti principali del decreto delegato c’è l’assegnazione alla Vigilanza del potere di rimozione degli amministratori delle banche, l’innalzamento fino a 5 milioni di euro del tetto massimo delle sanzioni e l’assegnazione a Banca d’Italia del compito di indicare i requisiti di onorabilità e competenza per chi siede nei board. E soprattutto l’assegnazione alla Vigilanza del compito di adottare le misure sulle riserve di capitale delle banche, dando così il potere di intervenire caso per caso.
Per il mondo delle banche si tratta di un passaggio significativo, che viaggia a braccetto con la neonata Vigilanza unica (cui spetta buona parte dei nuovi poteri introdotti, per lo meno per le banche più importanti), e i tempi di entrata in vigore saranno strettissimi:?al momento il testo è in consultazione tra gli istituti, ma per presentare osservazioni c’è tempo solo fino al 15 gennaio; d’altronde, il termine di recepimento della direttiva è scaduto il 1° gennaio 2014 e la delega deve essere esercitata entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge 154/2014, il 12 novembre scorso. Morale: le nuove disposizioni si applicheranno dal 12 febbraio prossimo.
Le novità in campo
Nel dettaglio, come anticipato, tra le novità più rilevanti c’è il potere – assegnato alla Vigilanza – di rimuovere uno, più o anche tutti gli amministratori «qualora la permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca», come recita l’articolo 53-bis del decreto legislativo 385/93, così come verrà riformulato ora. È l’arma da tempo immemore richiesta dalla Banca d’Italia, che andrà ad affiancarsi a quella ultraleggera della moral suasion e al “bazooka” del commissariamento.
Tuttavia, tra gli interventi possibili previsti dalla nuova disciplina figurano anche poteri intermedi come la facoltà, per la Vigilanza, di fissare l’ordine del giorno dei Cda; di proporre l’assunzione di determinate decisioni societarie; di fissare limiti all’importo totale della parte variabile delle remunerazioni interne; di vietare determinate operazioni o di distribuire utili. Non solo:?in caso di crisi, Bankit e Bce potranno azzerare il Consiglio di amministrazione e convocare l’assemblea per eleggerne un altro. La Vigilanza potrà inoltre convocare amministratori e dirigenti delle società alle quali le banche abbiano esternalizzato funzioni aziendali rilevanti.
Nei prossimi mesi la passa pallerà a Banca d’Italia, cui toccherà fissare nel dettaglio – realisticamente in armonia con le regole indicate a livello europeo – i requisiti di onorabilità che dovranno rispettare gli esponenti aziendali – manager e componenti dei board – così come i requisiti di professionalità e indipendenza.?Confermato l’obbligo in capo ai board di effettuare gradualmente un esercizio di autovalutazione, alla Vigilanza farà capo il compito di valutare il rispetto dei limiti al cumulo degli incarichi.
Le sanzioni
Per i trasgressori, le multe saranno decisamente più salate che in passato e si uniformano a quelle già previste dalla Bce:? in caso di abusivismo finanziario (l’utilizzo a sproposito di termini come “banca”, “credito” o “finanziaria” ad esempio), le sanzioni potranno arrivare a 5 milioni – attualmente il limite è a 51.645 euro – o addirittura al 10% del fatturato nel caso in cui siamo commesse da una società. Lo stesso tetto varrà anche per chi non chiederà le necessarie autorizzazioni nell’ambito delle partecipazioni societarie. Multe da 5mila fino a 5 milioni di euro sono previste anche nei confronti degli amminstratori qualora si macchiassero di condotte rischiose per l’istituto.
Eventuali modifiche nella composizione del board, come indicato dal manuale per la Vigilanza Unica, dovranno poi passare al vaglio dei joint supervisory team e passare sul tavolo del Consiglio di vigilanza dell’Ssm e del Consiglio direttivo della Bce per l’approvazione finale.
Tutti i poteri previsti dalla Crd IV, di fatto, saranno esercitati congiuntamente da Via Nazionale e da Francoforte, che da novembre ha assunto compiti di vigilanza diretta sulle 123 banche principali dell’Eurozona.

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