Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rimborso delle spese legali per gli amministratori assolti

Gli amministratori locali che sono stati assolti in via definitiva hanno il diritto di ricevere il rimborso delle spese legali sostenute in ragione dei loro compiti di ufficio. Si arriva a questa conclusione applicando il principio di carattere generale del nostro ordinamento in base al quale le spese sostenute dal mandatatario sono a carico del mandante. Non osta a tale conclusione il fatto che la Corte di cassazione abbia escluso l’applicabilità in via analogica agli amministratori del diritto al rimborso delle spese legali che il legislatore ed il contratto collettivo riconoscono ai dirigenti ed ai dipendenti delle Pa.
Sono queste le assai innovative conclusioni contenute nella sentenza della Corte dei conti della Puglia n. 787 dello scorso 14 giugno che riapre la possibilità di riconoscere il rimborso delle spese legali agli amministratori; possibilità che la Corte di cassazione ha escluso con la sentenza n. 12645/2010, indicazione a cui si è uniformato anche il ministero dell’Interno. La sentenza è assai coraggiosa, in quanto corregge un orientamento che, sulla scorta di argomentazioni essenzialmente formali, ha determinato una ingiustificata penalizzazione degli amministratori.
Le sue motivazioni risultano peraltro assai convincenti sul terreno delle argomentazioni, perché richiamano l’esistenza di un principio di carattere generale del nostro ordinamento in base al quale nello svolgimento di un mandato (formula che si può estendere all’incarico) non devono essere sopportati oneri ulteriori. E che l’incarico di amministratore possa essere equiparato ad un mandato è innegabile, come anche dimostrato dalla utilizzazione del termine “mandato elettorale” o “mandato amministrativo”. La sentenza peraltro sollecita espressamente il legislatore ad una definizione normativa della materia, definizione che appare quanto mai necessaria.
Alla base della pronuncia vi è il richiamo all’articolo 1720 del codice civile nella parte in cui dispone che il mandante deve risarcire i danni che il mandatario ha subito a causa dell’incarico, principio che viene assunto come una indicazione di carattere generale del nostro ordinamento giuridico.
Posta tale premessa si arriva alla conclusione per cui «escludere la fattispecie della rimborsabilità delle spese legali sostenute dagli amministratori dall’ambito di applicazione dell’articolo 67 del Dpr n. 268/1987 nella sua interpretazione estensiva e, contestualmente, negare quel richiamo all’analogia legis per sostenere la rimborsabilità delle spese degli amministratori comunali, con conseguente inapplicabilità della disciplina del mandato alla fattispecie de qua, significherebbe confinare nell’area del giuridicamente irrilevante la stessa con conseguenze, in taluni casi, palesemente in contrasto con quei principi di giustizia sostanziale che è dovere del Giudice ricercare per la disciplina del caso concreto, ove non sia intervenuto direttamente il legislatore».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa