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Rimborsi, tempo tiranno

di Sergio Trovato 

Anche il rimborso di un credito d'imposta è soggetto alle norme sulla decadenza. Se il termine è stato ampliato da 18 a 48 mesi, il contribuente può fruire del termine più ampio a condizione che non sia già maturata la decadenza. Lo ha precisato la Corte di cassazione, con la sentenza n. 289 del 12 gennaio 2012.

Per i giudici di legittimità, la proponibilità dell'azione per il rimborso del credito d'imposta è regolata dalla norma sulla decadenza vigente alla data in cui fu presentata la domanda di rimborso, o da quella entrata in vigore durante il decorso del termine originario.

Pertanto, la diposizione che fissa un termine più ampio per la presentazione dell'istanza, «entrata in vigore allorché il termine originario (come nel caso di specie) era già spirato, non vale a prolungarlo, così da evitare la decadenza, non essendo dotata, espressamente o implicitamente, di efficacia retroattiva».

Peraltro, la Cassazione (sentenza 16232/2009) ha chiarito che il fisco, in sede processuale, può eccepire che il contribuente ha presentato la richiesta di rimborso tardivamente anche nel giudizio d'appello. La decadenza dall'esercizio di un potere costituisce una pretesa che non è disponibile neppure dall'Agenzia delle entrate.

La questione si è posta perché l'articolo 38 del dpr 602/1973 nel testo originario prevedeva il termine di 18 mesi per la presentazione dell'istanza. Il termine è più lungo (48 mesi) a decorrere dal 18 maggio 1999, in base alla modifica apportata dall'articolo 1, comma 5, della legge 133/1999, richiamato nella motivazione della sentenza. Il credito può essere fatto valere in caso di errore materiale, duplicazione e inesistenza totale o parziale dell'obbligo di versamento. Questa disposizione ha portata generale in materia di rimborsi di versamenti diretti ed è applicabile anche nell'ipotesi di eccedenza degli acconti. L'inesistenza dell'obbligo di versamento, in realtà, può verificarsi sia nel caso in cui sin dall'origine non vi è questo obbligo sia quando, pur sussistendo al momento del pagamento dell'acconto, risulti un'eccedenza al momento della determinazione del saldo.

Il termine di decadenza per la presentazione dell'istanza di rimborso decorre dal versamento dell'acconto o del saldo, a seconda del motivo per cui è stato effettuato il versamento in misura eccedente il dovuto. Il termine di 48 mesi dal saldo è applicabile solo se il relativo diritto derivi dall'eccedenza delle somme rispetto al tributo che in quel momento risulti dovuto oppure se viene determinato diversamente sia l'an che il quantum d'imposta. Si fa riferimento invece alla data dell'acconto, qualora già al momento del versamento la somma risulti, in tutto o in parte, non dovuta (Cassazione, sentenza 20057/2006).

È fondamentale rispettare il termine. L'istanza tardiva preclude la tutela giudiziale. Se invece è prodotta nei termini, la tutela del diritto al rimborso può essere chiesta entro il termine di prescrizione ordinario decennale.

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