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Rimborsi, sul conto in 7 giorni

Un doppio binario per i ristori del nuovo lockdown. Rimborsi subito, entro 7 giorni, per chi ha già fatto la prima richiesta del contributo a fondo perduto (art. 25 del decreto Rilancio, dl 34/20) mentre chi non li aveva richiesti a giugno dovrà presentare l’istanza all’Agenzia delle entrate. I contributi nuova edizione valgono quasi 2,5 mld di euro e andranno a beneficiare una platea di 460.495 soggetti, di questi 140.823 come nuovi destinatari che dovranno inoltrare un’istanza alle Entrate e 319.672 già presenti nel data base dell’Agenzia.

Tra le altre novità la proroga dell’invio del modello 770 al 30 novembre, credito di imposta su negozi e aziende per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Indennizzi allo sport e alla cultura. Sono queste alcune delle novità contenute nel decreto legge ristori approvato ieri dal consiglio dei ministri e pubblicato nella G.U., che è una prima risposta alle nuove restrizioni per fronteggiare la seconda ondata dell’epidemia di Covid-19.

Contributi a fondo perduto. Squadra che vince non si cambia. Riparte la piattaforma dell’Agenzia delle entrate sui contributi a fondo perduto. Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate si occuperà di fissare i termini per l’inoltro delle istanze di coloro i quali tra giugno e agosto (periodo in cui il primo contributo a fondo perduto è stato operativo) non aveva inoltrato la richiesta. Ad esempio, le imprese con fatturato oltre i 5 mln di euro. Esclusi esclusi dalla prima previsione e ora invece ammesse ai ristori. Per queste imprese nella bozza di decreto è stabilito che si prenderà come riferimento il calo del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 e si calcolerà un rimborso pari al 10% (con un rimando «secco» allo scaglione più ridotto del contributo a fondo perduto previsto dal decreto rilancio).

Per chi ha già ricevuto il contributo, l’accredito sul conto corrente potrà essere ancora più veloce rispetto alla prima volta. L’Agenzia delle entrate ha già tutti i dati e non sarà necessario presentare una nuova istanza o modulistica. I soldi hanno rassicurato da più parti gli esponenti dell’esecutivo arriveranno entro 7 giorni. Ma quali sono i settori coinvolti e l’entità dei ristori? A questa domanda il decreto risponde con una prima indicazione nelle tabelle allegate, ma lasciando anche mano libera al ministero dello sviluppo economico e dell’economia che con propri decreti potranno individuare i codici Ateco riferiti ai settori economici aventi diritto al contributo. La condizione da rispettare è che: «Tali settore siano stati direttamente pregiudicati dalle misure restrittive».

Si prende riferimento il calo del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 (la condizione del primo contributo a fondo perduto) e su quello a seconda dei settori sarà applicato un ristoro del 100%, del 150%, del 200% fino ad alcuni casi dove potrà arrivare a coprire il 400%.

Alla gran parte dei settori è riconosciuto il 200% dell’indennizzo. Si va dalla ristorazione alla gestione dei teatri, alla gestione piscine e degli impianti sciistici. Il 150% è riconosciuto a villaggi turistici e ostelli, il 400% alle discoteche.

Nel decreto, per chi ha già presentato la domanda, si legge che i nuovi importi sono considerati «come quota del contributo già erogato» a giugno. Chi non ha mai presentato l’istanza dovrà inoltrarla all’Agenzia delle entrate. Le regole della prima edizione si applicano tutte (e così si ritiene anche tutti i chiarimenti di prassi forniti), anche quelle della possibilità dell’Agenzia dei controlli su otto anni e le sanzioni severe in caso di dichiarazioni false.

E’ fissato un tetto al contributo che comunque non può superare i 150 mila euro, per gli alberghi questa condizione è stabilita per singola unità produttiva. Se c’è un tetto massimo c’è anche un importo di erogazione minima mille euro per le persone fisiche, 2000 per le imprese.

Le altre misure. Le richieste del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro hanno trovato accoglimento presso Roberto Gualtieri, ministro dell’economia, la trasmissione del modello 770 è stata rinviata al 30 novembre 2020. «La proroga della scadenza del modello 770 era indispensabile», commenta Marina Calderone, presidente del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, «gli studi dei consulenti del lavoro stanno collassando sia per la densità di scadenze di fine mese sia per gli ammortizzatori sociali ma anche perché ci sono parecchi collaboratori e colleghi in isolamento fiduciario. Il Covid non solo ha colpito gli studi professionali, che continuano ad essere ignorati da tutti i provvedimenti di ristoro», ha osservato la Calderone che ha aggiunto: «Peraltro, è dal mese di maggio che i consulenti del lavoro stanno svolgendo attività straordinaria notturna e festiva, visto che circa il 90% delle istanze di ammortizzatori sociali sono stati presentati da iscritti al nostro Ordine».

Infine nel decreto è stata confermata la misura del bonus locazioni con gli stessi requisiti già introdotti dal decreto Rilancio (dl 34/20) per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020.

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