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Rimborsi rilevanti e deducibili

Il costo relativo al traffico dati che la societa istante intende rimborsare ai dipendenti, se non supportato da elementi e parametri oggettivi e documentati, non può essere escluso dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente e rilevera fiscalmente nei confronti dei dipendenti. Sarà però deducibile dalla società ai fini Ires in quanto assimilabile alle «Spese per prestazioni di lavoro». È la risposta a interpello delle Entrate n. 371. La società istante afferma di voler avviare un programma sperimentale di smart working rimborsando a ogni lavoratore dipendente il costo della connessione internet con dispositivo mobile o dell’abbonamento al servizio dati domestico, al fine di consentire lo svolgimento della prestazione di lavoro da remoto e chiede chiarimenti in merito alla rilevanza di tale rimborso spese ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente e al relativo regime di deducibilita ai fini del reddito d’impresa. L’Agenzia fa presente che nella fattispecie in esame il rimborso da parte del datore di lavoro non riguarda il solo costo riferibile al suo esclusivo interesse, dal momento che l’istante rimborserebbe tutte le spese sostenute dal lavoratore per l’attivazione e per i canoni di abbonamento al servizio di connessione dati internet. Inoltre, l’Agenzia rileva che la relazione tra l’utilizzo della connessione internet e l’interesse del datore di lavoro è dubbia in quanto il contratto sul traffico dati non è scelto e stipulato dal datore di lavoro. In aggiunta, osserva l’Agenzia, dalla descrizione dell’istante non emerge l’importo del costo che verrebbe rimborsato dal datore di lavoro, consentendo al dipendente un pieno accesso a tutte le funzionalità oggi fruibili e offerte dalla tecnologia sul mercato. Per queste ragioni l’Agenzia ritiene che il costo relativo al traffico dati che la società intende rimborsare al dipendente, non essendo supportato da elementi e parametri oggettivi e documentati, non può essere escluso dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente e, di conseguenza rileverà fiscalmente nei confronti dei dipendenti. Con riferimento alla deducibilità ai fini Ires, l’Agenzia afferma che si tratta di un rimborso spese accordato al dipendente in smart working per soddisfare un’esigenza del dipendente, legata alle modalità di prestazione dell’attività in smart working, con lo scopo di assicurare la rispondenza della retribuzione alle esigenze del lavoratore. Pertanto, in quanto l’attivazione della connessione rappresenta un obbligo implicito della prestazione pattuita, i rimborsi sono deducibili, in quanto assimilabili alle «Spese per prestazioni di lavoro», ai sensi dell’ articolo 95, comma 1, del Tuir.

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