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Rimborsi record a 25 milioni di euro gli operatori Tlc pagano per i disservizi

ROMA
—  Il dato, che Repubblica può anticipare, sarà incluso nella prossima relazione annuale AgCom (Autorità garante delle Comunicazioni) e rappresenta un nuovo record da quando esiste questo meccanismo a difesa degli utenti. Si tratta di persone che, non riuscendo a risolvere il proprio problema informalmente con l’operatore, hanno dovuto rivolgersi al Corecom della propria regione. I Corecom sono gli organi sul territorio che, per conto di AgCom, si occupano (tra l’altro) delle controversie tra utenti e operatori telefonici.
Ci sono sempre più utenti che vanno al Corecom, anche perché la procedura è gratuita (oltre a essere obbligatoria; solo se fallisce questa strada, ci si può rivolgere poi a un giudice). Nel 2012, infatti, gli operatori avevano versato 20 milioni di euro e le denunce erano state68,3 mila, contro le 71 mila del 2013 (erano solo 38 mila nel 2008). La procedura ha inoltre un alto tasso di successo: nell’85 per cento dei casi si è trovato un accordo soddisfacente per entrambe le parti, nel 2013, in media dopo 30-40 giorni dall’avvio della procedura.
In 43,5 mila casi, quindi nella maggior parte, i Corecom hanno dato ragione agli utenti.
I Corecom hanno quindi costretto gli operatori a versare loro un rimborso, per esempio per una fattura errata, o un indennizzo (per un guasto, un ritardo nell’attivazione), per un totale di 24,699 milioni di euro. A questi numeri vanno sommate 12,568 mila istanze gestite dalle associazioni dei consumatori. Gli utenti possono scegliere infatti di rivolgersi aloro, in alternativa ai Corecom. Telecom Italia — che è anche l’operatore la maggiore quota di mercato — è stato oggetto di 6 mila istanze presso le associazioni, contro le 2136 di Vodafone (qui incluso anche TeleTu), le 1.830 di Wind, le 1.564 di Fastweb e le 909 di Tre.
Sono tanti i motivi per cui si finisce in guerra con il proprio operatore; ma soprattutto il cambio di linea fissa e l’attivazione di servizi non richiesti sono da tempo i principali problemi per gli utenti italiani. Le norme stabiliscono che il cambio va fatto entro una settimana e senza black-out della linea, ma spesso impiega settimane e l’utente può restare senza telefono per parecchio tempo, per colpa di una cattiva comunicazione tra i due operatori che fanno staffetta (aquanto si leggeva nell’ultima relazione annuale AgCom).
Consola sapere che gli utenti hanno diritto a indennizzi, stabiliti da AgCom. Per esempio 7,50 euro per ogni giorno di ritardo nell’attivazione di un servizio; 10 euro per ogni giorno di «cessazione o sospensione amministrativa» di un servizio «senza che ve ne fossero i presupposti» (per un minimo di 100 euro); 5 euro per ogni giorno di ritardo nella portabilità del numero, che nella telefonia mobile dovrebbe impiegare un giorno ma spesso prende una settimana. Ora che sempre più utenti sono consapevoli dei propri diritti, come confermano i nuovi dati Ag-Com: gli operatori sono chiamati a una maggiore efficienza.

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