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Rimborsi Iva, ultima chiamata

di Franco Ricca 

Entro fine mese le istanze di rimborso dell'Iva pagata all'estero durante il 2010. Scade infatti il 30 settembre il termine ultimo entro il quale gli operatori nazionali che hanno effettuato, nel corso del 2010, acquisti di beni e servizi assoggettati all'imposta in altri stati membri possono chiedere, in presenza dei presupposti di legge, il rimborso del tributo.

Si tratta del primo appuntamento con la nuova scadenza stabilita dalla direttiva n. 2008/9/CE del 12 febbraio 2008. L'anno scorso, infatti, in fase di prima applicazione, la scadenza per la richiesta di rimborso relativa agli acquisti del 2009 era stata prorogata al 31 marzo 2011.

La disciplina di riferimento, per gli operatori nazionali, è contenuta nell'art. 38-bis1 del dpr 633/72 e nel provvedimento di attuazione emanato dall'Agenzia delle entrate il 1° aprile 2010. Analoga possibilità è riconosciuta, naturalmente, agli operatori di altri paesi Ue che hanno effettuato acquisti in Italia (art. 38-bis2), nonché in relazione ai rapporti con alcuni paesi extracomunitari con i quali esistono accordi di reciprocità (art. 38-ter), ossia Svizzera, Norvegia e Israele.

Ma vediamo le regole principali alle quali devono attenersi gli operatori nazionali che hanno effettuato acquisti in altri stati membri, segnalando che l'Agenzia delle entrate, nella circolare n. 37/2011, ha annunciato la prossima emanazione di documenti di prassi sulla materia dei rimborsi ai non residenti.

I presupposti del rimborso. Innanzitutto occorre osservare che il diritto al rimborso dell'Iva pagata in uno stato membro diverso da quello nel quale il soggetto passivo è stabilito si fonda sui medesimi presupposti del diritto alla detrazione. Pertanto, per poter ottenere il rimborso nell'altro stato membro, il soggetto passivo italiano deve effettuare, nel proprio territorio, operazioni che danno diritto alla detrazione. Nel caso di effettuazione di operazioni con parziale diritto alla detrazione, il diritto al rimborso spetta parzialmente, in base al prorata. Dal punto di vista oggettivo, è esclusa la possibilità di ottenere il rimborso dell'Iva sugli acquisti di beni e servizi per i quali lo stato membro non consente il diritto alla detrazione; per esempio, i soggetti di altri paesi Ue che intendono richiedere il rimborso dell'Iva pagata in Italia, dovranno tenere conto delle limitazioni oggettive previste dall'art. 19-bis1 del dpr 633/72.

Vincoli procedurali. Dalla citata direttiva emerge che il soggetto passivo nazionale, nel periodo di riferimento, non deve disporre nell'altro stato membro di una stabile organizzazione operativa e non deve avere effettuato, in detto stato, cessioni di beni o prestazioni di servizi ivi territorialmente rilevanti, ad eccezione delle:

– prestazioni di trasporto non imponibili e prestazioni ad esse accessorie;

– cessioni di beni e prestazioni di servizi per le quali debitore dell'Iva è il committente o il cessionario con il meccanismo dell'inversione contabile.

In difetto di tali condizioni, il soggetto passivo è tenuto a identificarsi ai fini Iva nell'altro stato membro, per cui potrà recuperare l'imposta ivi assolta con l'ordinario meccanismo della detrazione e del rimborso da dichiarazione. Non è invece ostativa l'eventuale esistenza di un rappresentante fiscale.

Il periodo di riferimento non può essere superiore a un anno, né inferiore a tre mesi. Se la richiesta è presentata con riferimento agli acquisti di un trimestre, l'importo minimo rimborsabile non può essere inferiore a 400 euro. Se si riferisce invece agli acquisti dell'anno solare, l'importo minimo è di 50 euro.

L'istanza. L'istanza deve essere presentata entro il 30 settembre dell'anno solare successivo al periodo di riferimento, distintamente per ciascun periodo, esclusivamente per via telematica, direttamente o mediante intermediari, all'Agenzia delle entrate, la quale provvede all'inoltro elettronico allo stato membro destinatario. Per i contenuti di dettaglio dell'istanza, occorre fare riferimento all'elenco dei requisiti richiesti dallo stato membro destinatario, disponibile nel sito internet dell'agenzia.

Controlli preliminari dell'agenzia. Il centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate effettua sull'istanza i controlli formali indicati nell'allegato B al provvedimento 1° aprile 2010, nonché alcuni controlli diretti a riscontrare la sussistenza dei presupposti sostanziali di cui sopra. In particolare l'insussistenza delle cause ostative indicate nell'art. 38-bis1, comma 2. L'istanza non sarà inoltrata a destinazione qualora l'agenzia accerti che il richiedente, nel periodo di riferimento del rimborso:

– non ha svolto attività economica rilevante ai fini Iva;

– ha effettuato esclusivamente operazioni esenti o non soggette che non conferiscono diritto alla detrazione;

– si è avvalso del regime dei contribuenti minimi oppure del regime speciale per i produttori agricoli.

In tali casi, il centro operativo di Pescara notifica al richiedente, entro quindici giorni dal ricevimento dell'istanza, un provvedimento di rifiuto dell'inoltro, che potrà essere impugnato secondo le disposizioni sul contenzioso tributario.

Se non riscontra alcuna delle predette cause ostative, invece, l'Agenzia procede all'inoltro della richiesta allo stato membro di destinazione, il quale provvederà all'erogazione del rimborso, eventualmente previa esecuzione dei controlli di merito ritenuti opportuni, nel rispetto dei tempi dettati dalla direttiva 2008/9/CE.

Variazioni dell'istanza. Successivamente all'inoltro dell'istanza allo stato membro destinatario, il richiedente può presentare, sempre per via telematica all'Agenzia delle entrate, secondo le modalità del provvedimento 1° aprile 2010, un'istanza correttiva dei dati originari. In tale occasione, però, non è possibile inserire nuove fatture o documenti di importazione, i quali possono solo formare oggetto di una nuova istanza di rimborso, da inoltrare nel rispetto del termine sopra indicato.

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