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Rimborsi Iva più facili per i nuovi autonomi

Chi esercita attività d’impresa da meno di due anni è tenuto a prestare la garanzia se chiede il rimborso di un credito Iva superiore a 15mila euro. Sfuggono a questa regola:
– le start up innovative (articolo 25, Dl 179/2012);
– i soggetti che non svolgono attività d’impresa.
In particolare, sono i lavoratori autonomi a non necessitare di una particolare “anzianità di servizio” per beneficiare dell’esonero dalla garanzia, nel rispetto delle altre condizioni previste. È questo uno dei temi più dibattuti legati all’Iva, nell’ambito dei quesiti inviati dal pubblico al Forum di Telefisco 2015.
L’esclusione, desumibile dalla lettura della norma, è stata recentemente confermata dall’agenzia delle Entrate, con l’ulteriore precisazione che – ai fini del computo del biennio – non conta l’attribuzione della partita Iva, ma l’effettivo svolgimento dell’attività d’impresa, da individuare nell’effettuazione della prima operazione.
Il termine, inoltre, è “mobile” in quanto riferito ai due anni precedenti la richiesta di rimborso, annuale o trimestrale che sia. L’impresa che chiede il rimborso con la dichiarazione annuale in data 2 febbraio 2015, pertanto, dovrà essere in attività almeno dal 2 febbraio 2013.
Sono considerati potenzialmente a rischio, e quindi possono ottenere il rimborso dei crediti superiori a 15mila euro solo dietro prestazione della garanzia:
– i contribuenti che hanno cessato l’attività;
– quelli che sono stati raggiunti da un avviso di accertamento o di rettifica (compresi gli atti di recupero di crediti inesistenti) per uno qualsiasi dei tributi di pertinenza delle Entrate.
La differenza fra accertato e dichiarato, però, deve superare per ciascun anno le soglie di rilevanza indicate alla lettera b) del quarto comma dell’articolo 38 bis.
L’intervallo dei due anni va calcolato a ritroso, partendo dalla data della richiesta di rimborso. Da tale momento in avanti, invece, la notifica di un atto impositivo potrà determinare la sospensione del rimborso.
Si ottiene lo stesso effetto davanti a una constatazione di fattispecie a rilevanza penale (articoli 2 e 8, Dlgs 74/2000) riferita allo stesso periodo d’imposta per cui è stato chiesto il rimborso. In questo caso, la sospensione opera in automatico, per gli importi contestati, fino alla conclusione del procedimento penale. Non conta aver definito l’obbligo tributario.
Si ritiene che anche i lavoratori autonomi siano esonerati anche da altri adempimenti, tra cui la garanzia per il rimborso di crediti Iva oltre 15mila euro. Infatti, in questo caso, per la generalità dei contribuenti, in aggiunta al visto di conformità (o sottoscrizione del revisore), è prevista la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti i requisiti di solidità patrimoniale, continuità aziendale e regolarità contributiva. Tuttavia, per un professionista è difficile ipotizzare sia il rispetto del requisito della continuazione dell’attività “aziendale” (soprattutto con riguardo alla mancata cessione di aziende o rami d’azienda) sia quello della consistenza patrimoniale.
Infatti, i lavoratori autonomi – anche se in contabilità ordinaria (l’esclusione dall’attestazione per i soggetti in contabilità semplificata è prevista dalla circolare 32/E/2014) – non evidenziano un patrimonio netto tecnicamente inteso, utilizzabile ai fini del confronto richiesto dal terzo comma dell’articolo 38-bis (lettera a).
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