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Rimborsi Iva per 1,2 miliardi

In arrivo una nuova iniezione di liquidità per il sistema produttivo da 1,2 miliardi di euro. Mentre il Governo uscente si interroga sulla possibilità di sbloccare con decreto d’urgenza il pagamento dei debiti della Pa maturati con le imprese (si vedano pagine 2 e 3 di oggi), il ministero dell’Economia rompe gli indugi, mette mano al portafoglio e annuncia, con una nota dell’agenzia delle Entrate, l’imminente erogazione di rimborsi Iva in conto fiscale in favore di 4.300 imprese.
Con questa liquidazione di 1,2 miliardi, i rimborsi Iva pagati cash direttamente sui conti correnti delle aziende in credito, nei primi tre mesi del 2013 arrivano a quota 2,5 miliardi di euro. Un incremento rispetto al primo trimestre dello scorso anno del 180%, in pratica una triplicazione. Imprese, autonomi e professionisti tra gennaio e marzo 2012, infatti, si erano visti liquidare complessivamente soltanto pochi spiccioli: non più di 890 milioni, di cui 695 a gennaio, zero a febbraio e solo 195 milioni a marzo.
La nuova «iniezione di liquidità», così come la definisce la stessa agenzia delle Entrate, stando almeno all’andamento dei flussi di erogazioni degli ultimi tre anni rappresenta un vero e proprio primato dei rimborsi Iva in conto fiscale. A gennaio, infatti, le imprese hanno già ricevuto dal Fisco 500 milioni di euro, che sono diventati 800 milioni nel mese scorso. Per ritrovare una situazione simile, ma distante circa 700 milioni di euro in termini di liquidazioni complessive effettuate nel primo trimestre, bisogna tornare indietro almeno di due anni quando nei primi 90 giorni del 2011 l’Economia allentò i cordoni della borsa e restituì alle imprese 1,844 miliardi. L’anno prima nel 2010 furono 1,81 miliardi ma il flusso non fu costante, visto che al miliardo e due iniziale seguirono una mancata erogazione a febbraio 2010 e soltanto 590 milioni nel mese di marzo. Nonostante questa falsa partenza, il 2010 rappresenta, almeno ad ora, l’anno in cui le imprese si sono viste rimborsare nei 12 mesi la cifra record di quasi 10 miliardi di euro (9.787 milioni per l’esattezza).
Una falsa partenza che si è ripetuta, ad onore del vero, anche lo scorso anno. Occorre sottolineare, infatti, che nonostante nei primi quattro mesi furono rimborsati ai titolari di partita Iva 890 milioni di euro (anche aprile 2012 fece segnare liquidazioni pari a zero), alla fine dell’anno il bilancio complessivo si chiuse con un +7% rispetto al 2011. Due anni fa, infatti, le imprese si videro restituire complessivamente a fine dicembre 7,684 miliardi, mentre lo scorso anno le liquidazioni dei crediti Iva vantati nei confronti del fisco sono state pari a 8,194 miliardi di euro.
E questo grazie soprattutto all’erogazione di maggio 2012 quando il ministero dell’Economia, anche sotto la spinta delle richieste avanzate dal mondo delle imprese, alle prese con una profonda crisi di liquidità, mise in pagamento rimborsi Iva per 2,2 miliardi di euro.
Il tutto cercando, per quanto possibile, di mantenere costanti le erogazioni per i mesi successivi, con 700 milioni pagati a giugno, 900 a settembre e 800 rispettivamente a ottobre e novembre 2012.
A soffrire maggiormente, allora come oggi, erano soprattutto il settore alimentare e in particolare quello lattiero-caseario, così come quello dei trasporti. Il problema dei ritardi nei rimborsi Iva in conto fiscale, infatti, colpisce soprattutto quelle imprese che trattano, nell’esercizio della propria attività, beni con aliquote Iva differenti o hanno “la fortuna” e l’intuito in un momento di contrazione dei consumi interni, di aumentare la quota di esportazioni.
A beneficiare della nuova “boccata d’ossigeno” da 1,2 miliardi che sarà liquidata nei prossimi giorni, come detto, saranno 4.300 imprese titolari di conti fiscali. Sarà ora la stessa agenzia delle Entrate a mettere a disposizione di ciascun concessionario della riscossione i fondi necessari per procedere all’accreditamento dei rimborsi direttamente sui conti bancari dei contribuenti che ne hanno diritto.

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