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Rimborsi Iva in tempi rapidi

Rimborsi Iva in tempi rapidi. L’Agenzia delle entrate si sta attrezzando per restituire ai contribuenti, entro pochi mesi i rimborsi Iva che inevitabilmente verranno richiesti in seguito all’allargamento, operato dall’ultima legge di Stabilità, del reverse charge anche alle aziende fornitrici della grande distribuzione organizzata.

Lo dice Rossella Orlandi, il direttore dell’Agenzia delle entrate, intervistata da ItaliaOggi in occasione del Videoforum sulle novità fiscali del 2015. Secondo la Orlandi è possibile che altri paesi, oltre la Svizzera, possano uscire dalla black list italiana entro il 2 marzo, cioè in tempo utile per rendere meno costosa la riemersione dei capitali italiani ivi detenuti.

Domanda. La voluntary disclosure è entrata nella sua fase operativa. È praticamente certo che l’accordo con la Svizzera sarà firmato entro il 2 marzo e consentirà a Berna di uscire dai paesi Black list, con importanti vantaggi per i capitali italiani custoditi in quel paese che decidessero di emergere. È possibile che altri accordi con altri paesi, come per esempio Monaco possano essere firmati prima del 2 marzo?

Risposta. Ci sono certamente altre trattative in corso, ma è difficile dire quali riusciranno e quali no ad arrivare in porto entro la data utile ai fini della voluntary disclosure.

Ci sta lavorando il ministero dell’economia, non l’Agenzia delle entrate: comunque potrebbe esserci altri paesi in uscita dalla black list, almeno speriamo, entro il 2 marzo.

D. In materia di indagini finanziare, ci può dare qualche numero su quanto sono utilizzate, in che modo e con quali risultati?

R. Le indagini finanziarie vengono utilizzate nell’ambito dell’accertamento, quindi in vista del contraddittorio con il contribuente e su questioni specifiche. Attualmente l’Agenzia delle entrate utilizza questo strumento qualche migliaia di volte l’anno, circa 15 mila l’anno. Le indagini finanziarie vengono impiegate con discreti risultati, in quanto sono molto efficaci per rafforzare determinate ipotesi di evasione. Si tratta di elementi certi che, se impiegati durante la discussione e in contraddittorio con il contribuente, contribuiscono a fornire un quadro abbastanza preciso.

D. In materia di reverse charge qualcuno ha parlato di un prestito forzoso allo Stato senza interessi, che i fornitori, soprattutto della grande distribuzione organizzata, sono costretti a subire da quest’anno. È possibile darci qualche informazione precisa su quanto tempo dovranno aspettare a loro volta i rimborsi Iva?

R. Voi sapete che abbiamo fatto un piano di recupero dell’arretrato per cui, attualmente, i rimborsi Iva vengono erogati con tempi rapidi, ordinari. L’introduzione del reverse charge aumenterà il numero dei rimborsi; ci stiamo attrezzando per mantenere i tempi molto stretti.

D. In termini di mesi o di anni?

R. Di mesi.

D. Per quanto riguarda il 730 precompilato, i professionisti d’impresa sono già in allarme: in particolare manca il software, i tempi diventano sempre più stretti per la comunicazione.

Si tratta della solita semplificazione scaricata sulle spalle dei contribuenti?

R. Non credo proprio. Innanzitutto è già stata pubblicata la bozza per la trasmissione dei dati CU, anzi è già stato pubblicato il provvedimento definitivo con tanto di software e di specifiche tecniche per la trasmissione dei dati dei lavoratori dipendenti, che sono la base del 730. Esistono già specifiche in bozza, l’Assosoftware, cioè chi lavora normalmente su questi temi, già sta lavorando insieme a noi. All’inizio della prossima settimana pubblicheremo le specifiche tecniche definitive.

D. Un’ultima domanda sul ruling fiscale: direttore, pochi giorni fa, lei ha detto che sarà esteso anche ad altri oggetti oltre a quelli già disponibili e previsti come il transfer pricing, royalties, interessi e dividendi ecc. A quali altri oggetti sarà esteso quindi?

R. C’è una bozza di decreto delegato su cui, naturalmente, il governo e poi il parlamento si dovranno esprimere che prevede un allargamento delle ipotesi di ruling perché non c’è dubbio che questo sia il futuro. Tutti i paesi ormai si muovono usando un metodo condiviso. Vedremo le scelte che farà il governo. Noi riteniamo che anche in Italia potrà entrare qualcosa in più nel perimetro del ruling: stavamo pensando ad esempio, ma è ancora solo un’ipotesi, alla possibilità di disciplinare fin dalla fase iniziale il piano di investimenti di un’attività in Italia, spesso molto complessa, grazie all’assistenza dall’amministrazione finanziaria, appunto attraverso lo strumento del ruling. Sono ipotesi che sono in questo momento sotto esame, le stiamo discutendo, vedremo cosa uscirà con il decreto delegato.

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