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Rimborsi Iva con controlli ridotti

Rimborsi veloci e meno controlli alle imprese in regola con il fisco. È così che l’agenzia delle Entrate vuole cercare di mettere un freno alla crisi economica, agevolando le imprese in difficoltà. Con la circolare 5/E del 10 marzo 2014, fissa tempi veloci per aiutare le imprese che chiedono i rimborsi Iva, a seguito di presentazione della dichiarazione annuale o con il modello Iva TR (trimestrale).
Sono previsti tempi sprint soprattutto per le imprese in regola con il fisco (si veda Il Sole 24 – Ore di ieri, martedì 11 marzo 2014). I rimborsi ai contribuenti a basso rischio devono essere fatti con celerità, senza aspettare la chiusura dei controlli in corso.
Per i rimborsi, si devono privilegiare i contribuenti più corretti. Va quindi “aggiornata” l’attività istruttoria degli uffici per la verifica dei rimborsi Iva, che è di norma la stessa per tutti, a prescindere dall’ammontare del rimborso e dalla correttezza fiscale del contribuente.
Nell’esaminare le richieste di rimborso Iva, gli uffici devono considerare il livello di rischio proposto dalla nuova applicazione informatica denominata analisi del rischio Iva. Il livello di rischio è determinato sulla base dei seguenti parametri:
– continuità aziendale;
– tipo di attività svolta (che deve essere coerente con gli importi chiesti a rimborso);
– natura giuridica del contribuente;
– regolarità nella presentazione delle dichiarazioni e nell’effettuazione dei versamenti in un arco temporale definito;
– assenza di accertamenti e verifiche in un arco temporale definito;
– assenza di carichi pendenti;
– coerenza degli importi chiesti a rimborso e dei presupposti in un arco temporale definito;
– assenza di segnalazioni a carico del contribuente relative a frodi e violazioni penali tributarie;
– conoscenza del soggetto da parte dell’ufficio, in quanto fisiologicamente a credito (come avviene, per esempio, nel caso di contribuente che ha gli incassi con le aliquote Iva ridotte del 4 e del 10 per cento, ma acquista rilevanti beni e servizi soggetti all’aliquota ordinaria del 22 per cento).
A seguito della valutazione di tutti questi elementi, si suddividono i rimborsi in tre classi di rischio: alto, medio e basso. Più alto è il rischio e maggiori saranno i controlli da fare prima di eseguire il rimborso. Saranno invece più veloci i rimborsi ai contribuenti con un livello basso di rischio, per i quali non è necessario subordinare la liquidazione del rimborso dopo l’effettuazione di tutti i controlli.
Con i nuovi controlli standard e la documentazione da chiedere in relazione agli esiti dell’analisi del rischio, l’agenzia delle Entrate intende garantire l’uniformità del trattamento delle istanze di rimborso su tutto il territorio nazionale. In questo modo, i rimborsi, soprattutto quelli a basso rischio, saranno più veloci, determinando un migliore impiego delle risorse dedicate alla lavorazione dei rimborsi.
Gli uffici dell’agenzia delle Entrate dovranno chiedere esclusivamente i documenti necessari per verificare la spettanza del rimborso. Tuttavia, non sarà consentito chiedere al contribuente di presentare documenti che siano già in possesso dell’agenzia delle Entrate o di altra pubblica amministrazione.

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