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Rimborsi Irap, iter semplificato

Facilitata la procedura di rimborso Irap. Non è necessario infatti che il contribuente versi prima quanto chiesto nella cartella esattoriale per poi richiedere le somme al fisco ma è sufficiente un emendamento alla dichiarazione presentata, in fase di impugnazione dell’atto impositivo stesso. Lo ha stabilito la Suprema corte di cassazione che, con l’ordinanza numero 12338 depositata dalla quinta sezione civile il 17 luglio 2012, ha accolto il ricorso di un professionista. In particolare la sezione tributaria ha spiegato che «il contribuente ben può dedurre la non debenza dell’imposta nell’atto di impugnazione della cartella esattoriale, se necessario correggendo gli eventuali errori commessi nella dichiarazione». Di più. In altre parole, non è affatto necessario che il professionista versi quanto chiesto in cartella e quindi presenti domanda di rimborso, impugnando il silenzio-rigetto. Infatti, il contribuente «può contestare, anche emendando le dichiarazioni presentate all’Amministrazione finanziaria, l’atto impositivo che lo assoggetti ad oneri diversi e più gravosi di quelli che, per legge, devono restare a suo carico; e tale contestazione deve farla proprio impugnando la cartella esattoriale, non essendogli consentito di esercitare l’azione di rimborso dopo il pagamento della cartella. E in difetto di impugnazione della cartella risulta precluso il rimborso previsto dall’art. 38 del dpr 29 settembre 1973, n. 602». La vicenda riguarda un professionista di Mantova. Dopo aver presentato la dichiarazione il fisco aveva spiccato a suo carico una cartella esattoriale ai fini Irap. Lui non l’aveva pagato sostenendo l’ammissibilità dell’istanza di rimborso semplicemente emendando tale dichiarazione. Ma il fisco aveva negato il diritto, ricorrendo al giudice tributario. La ctp lombarda aveva dato torto al contribuente e la decisione è stata confermata in appello. Contro questa decisione l’uomo ha fatto ricorso in Cassazione e questa volta lo ha vinto. Anche la Procura generale di Piazza Cavour, nell’udienza svoltasi al Palazzaccio lo scorso 20 giugno, ha chiesto al Collegio della sezione tributaria chiamato a dare la decisione definitiva sul caso, di accogliere il ricorso del contribuente in barba alla doppia conforme di merito. Ma la vicenda non si chiude con la sentenza depositata ieri. Ora gli atti torneranno a Mantova dove la Commissione tributaria regionale in diversa composizione è stata chiamata a rivalutare il caso, tenendo presente il principio pro-contribuente affermato dalla Suprema corte. Di sicuro per il momento c’è solo che la procedura di rimborso dell’Irap, avviata negli ultimi anni da centinaia di piccoli professionisti, potrebbe risultare molto semplificata. Infatti, il contribuente d’ora in avanti può evitare di pagare la cartella esattoriale e correggere l’eventuale errore commesso nella dichiarazione.

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