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Rimborsi Irap, correzioni a rischio-comodo

Non sempre l’istanza di rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate a causa della mancata deduzione analitica dell’Irap relativa al costo del lavoro comporta effetti favorevoli per i contribuenti. Occorre, quindi, valutare bene questi effetti prima della presentazione della stessa ovvero di un’istanza correttiva nei termini di quella già presentata. Va, in particolare, prestata attenzione alle conseguenze che si potrebbero generare ai fini della disciplina delle società in perdita sistematica, di quella del credito per le imposte pagate all’estero e dell’Ace.
L’istanza di rimborso ha, infatti, una funzione analoga alla dichiarazione integrativa di quella originariamente presentata, dalla quale possono derivare conseguenze a favore del contribuente o dell’Erario.
Già la circolare 16/E/2009 aveva affermato (in occasione della campagna dei rimborsi per la deduzione forfetaria dell’Irap) che la rideterminazione del reddito avrebbe potuto dare luogo a una maggiore perdita da computare in diminuzione del reddito relativo al primo periodo d’imposta utile successivo ovvero, se la perdita era stata già utilizzata, al rimborso della maggiore Irpef o Ires versata per lo stesso periodo di imposta. La circolare 8/E/2013 ha confermato questa interpretazione e il principio secondo il quale nell’istanza di rimborso viene effettuata la determinazione del reddito dei periodi d’imposta interessati con le stesse modalità stabilite per la dichiarazione dei redditi originaria è stato esteso ai casi in cui trovano applicazione la disciplina delle società non operative e quella del credito per le imposte pagate all’estero (si veda l’articolo in basso).
Poiché la rideterminazione del reddito conseguente alla deduzione dell’Irap può dare luogo a una maggiore perdita da computare in diminuzione del reddito relativo al primo periodo d’imposta utile successivo (alle condizioni e nei limiti stabiliti dagli articoli 8 e 84 del Tuir) può accadere che, a fronte del reddito dichiarato, in uno degli anni dal 2009 al 2011, in misura superiore a quella minima stabilita per le società di comodo, si venga, invece, a dichiarare una perdita ovvero un reddito inferiore a quello minimo.
A riguardo, la circolare 8/E/2013 ha ritenuto che la perdita, così come rileva a favore del contribuente ai fini del rimborso o del riporto in avanti della stessa, debba avere parimenti effetto ai fini delle penalizzazioni conseguenti all’applicazione della disciplina delle società considerate di comodo. Sono stati, comunque, ritenuti correttamente effettuati gli acconti per il 2012 determinati sulla base dei dati dichiarati, senza tener conto delle rettifiche derivanti dal riconoscimento della deduzione Irap in periodi di imposta rilevanti per il calcolo degli stessi, nel rispetto dei principi di tutela dell’affidamento dei contribuenti e di certezza dei rapporti giuridici.
In questi casi i contribuenti possono, naturalmente, valutare la convenienza ad avvalersi della deduzione analitica in esame ed eventualmente rinunciare alla stessa. L’istanza di rimborso già presentata può essere corretta a seguito della valutazione effettuata alla luce dei chiarimenti della circolare 8/E. Il documento di prassi ha, infatti, affermato che le istanze di rimborso già trasmesse alla data della sua pubblicazione si considerano validamente presentate ma il contribuente può presentare una nuova istanza, completa in tutte le sue parti e con l’indicazione dei dati rettificati, barrando la casella «Correttiva nei termini». Si ritiene, quindi, possibile “annullare” la richiesta della deduzione anche per un solo periodo d’imposta, fermo restando che la presentazione della nuova istanza non determina la decadenza dall’ordine dei rimborsi acquisito con l’invio della precedente.
Problema analogo si pone per l’Ace, perché la riduzione o l’azzeramento del reddito può avere quale conseguenza un minore utilizzo di tale deduzione se la stessa risulta superiore al reddito rideterminato. In tal caso l’Ace non dedotta per il 2011 può essere portata in deduzione in Unico 2013, anche se non è prevista l’indicazione in un rigo specifico.

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