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Rimborsi in salita

Partita aperta sul decreto che dà ristoro ai risparmiatori coinvolti nel «quasi» bail-in delle quattro banche salvate. Mentre il Governo delinea le ultime zone d’ombra di un intervento risultato difficile fin dall’inizio e allontana l’ipotesi di una conclusione dei lavori entro fine mese, la Commissione europea sta vagliando le dinamiche di un «risarcimento» che, basandosi su fondi statali, potrebbe configurarsi come aiuto di stato; eventualità aggirabile se a costituire il fondo andassero le risorse ottenute dalle plusvalenze di cessione delle banche buone (good banks) rinate dalle ceneri delle precedenti.
Tra gli obiettivi della politica italiana, il rimborso del maggior numero di obbligazionisti colpiti dal salvataggio di banca Etruria, banca Marche, Carichieti e Carife, con un conseguente aumento delle risorse a disposizione da 100 a, si stima, 300 milioni di euro; tale ampliamento, di fatto, potrebbe però sminuire il ruolo degli arbitrati dell’Anac (autorità nazionale anticorruzione), contemplati in legge di Stabilità per valutare caso per caso i soggetti aventi i requisiti per il rimborso. Un provvedimento (ancora in fase di verifica) prevede infatti che la valutazione, tramite lodo da parte della camera arbitrale istituita dall’Anac, fosse data da 12 collegi (presieduti da un magistrato e quattro membri con esperienza in Bankitalia e Consob) e contemplasse una corsia preferenziale per anziani e consumatori più esposti. Le decisioni di rimborso, secondo Codacons, dovrebbero basarsi su almeno 20 cause-pilota.

Per intanto, comunica Banca d’Italia, il valore delle sofferenze cedute dalle banche in risoluzione sarà valutato in maniera definitiva da un esperto indipendente. Dai documenti depositati al Tar sul finire della scorsa settimana era emerso che il valore delle svalutazioni del 17,6% (media ponderata rispetto al nominale), stabilito da accordo tra Banca d’Italia e Ue in un contesto di urgenza «non può essere considerato un benchmark nel mercato dei crediti deteriorati. I valori veri di recupero possono essere accertati solo analiticamente, caso per caso», ha precisato l’organo centrale. Dello stesso parere anche il Commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager nel corso di una recente audizione sul caso italiano.

Gloria Grigolon

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