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Rimborsi, compensazioni più ampie. L’obiettivo è un tetto di 1 milione

Nel decreto “aprile”, il cui varo è slittato all’ultima settimana del mese, il Governo studia una terza via per garantire la liquidità alle imprese: una compensazione dei crediti d’imposta più ampia. Tra le proposte all’esame dei tecnici sul fronte dell’accesso immediato ai rimborsi maturati dalle aziende c’è, infatti,l’aumento da 700mila a un milione di euro dell’attuale limite alle compensazioni orizzontali dei crediti d’imposta. Una misura che già dai prossimi mesi di maggio e giugno potrebbe sostenere le imprese che saranno chiamate a saldare le imposte e le ritenute ora bloccate per i mesi di marzo, aprile e maggio. La ripresa dei versamenti si presenta particolarmente onerosa per molti contribuenti chiamati a versare importi anche di un certo rilievo (seppur rateizzati in cinque rate), basti pensare ad esempio che non saranno in pochi a dover saldare l’Iva annuale sia tra i cosiddetti “mensili” sia tra chi liquida l’imposta ogni tre mesi.

A testimoniare le apprensioni del mondo delle imprese è la richiesta recapitata da qualche settimana al Mef con cui si chiede di aumentare il limite delle compensazioni anche fino a 5 milioni di euro per rispondere alle imprese di maggiori dimensioni che non hanno beneficiato delle sospensioni dei versamenti. Dove si riuscirà a fermare l’asticella se a uno o a 5 milioni e se la richiesta di aumento comunque andrà in porto si vedrà soltanto nei prossimi giorni quando il ministro Gualtieri proverà a far quadrare i saldi del nuovo decreto di aiuti a famiglie, lavoratori e imprese. Con il potenziamento delle compensazioni orizzontali si eviterebbe in sostanza di obbligare gran parte delle attività produttive ad indebitarsi ricorrendo a nuovi finanziamenti per saldare i conti con l’Erario pur avendo in bilancio crediti d’imposta e somme, anche importanti, da farsi rimborsare dallo Stato.

Tra le altre misure che puntano a rendere più rapido l’utilizzo da parte delle imprese dei crediti d’imposta maturati sia con il Fisco sia con le pubbliche amministrazioni ci sarebbero le sospensioni di alcuni blocchi che oggi vietano o limitano il recupero immediato di somme comunque proprie dell’impresa. Allo studio, come già riportato su queste pagine nei giorni scorsi, ci sarebbe ad esempio lo stop all’obbligo dell’agente della riscossione di proporre, al contribuente che chiede il rimborso di un credito, la compensazione con eventuali somme iscritte a ruolo. Un blocco di norma non superiore ai 60 giorni ma divenuto insormontabile dal 2 marzo scorso, ossia da quando il Governo ha sospeso gli adempimenti di agenzia Entrate riscossione con l’effetto di aver bloccato buona parte dei rimborsi.

Allo stesso tempo si lavora, come chiesto in un ordine del giorno sottoscritto da tutte le forze politiche nel corso dell’esame al Senato del Dl Cura Italia e su cui il Governo ha dato parere favorevole, alla velocizzazione della procedura di compensazione dei debiti commerciali con crediti fiscali. In questo senso nel decreto aprile potrebbe trovare posto la sospensione dell’obbligo per le amministrazioni pubbliche di verificare, prima della liquidazione di un debito superiore ai 5mila euro, con l’agente pubblico della riscossione se il creditore ha somme iscritte a ruolo non pagate. In caso affermativo l’agente della riscossione procede automaticamente al recupero delle somme dovute dal contribuente.

Sul tavolo del Mef, poi, ci sono almeno altri due possibili interventi chiesti dal mondo delle imprese. Il primo riguarda la possibilità di sminare la nuova stretta sulle ritenute negli appalti. Secondo le imprese la misura introdotta dal decreto fiscale collegato all’ultima manovra di bilancio crea seri problemi finanziari alle imprese coinvolte chiamate a liquidare ritenute e contributi che, secondo le nuove regole, non si possono compensare. Una misura su cui il Governo fino ad oggi, però, ha respinto ogni possibilità di intervento limitandosi soltanto, nel decreto “liquidità” ora all’esame della Camera, a differire la validità dei Documenti di regolarità fiscale (Durf) rilasciati a fine febbraio dalle Entrate che la società appaltatrice è obbligata a consegnare ai suoi committenti.

L’altra proposta avanzata dalle imprese riguarda la velocizzazione dei rimborsi da split payment. L’obiettivo della proposta è quello di sostenere le imprese in difficoltà colpite dalle misure di contenimento dando loro la possibilità di accedere al cosiddetto “rimborso prioritario” anche in assenza del rispetto della condizione prevista dalla legge di applicazione dell’aliquota media. Una verifica, quest’ultima, che finisce esclusivamente per allungare i tempi di erogazione dei rimborsi proprio mentre i contribuenti com maggiori rimborsi, in quanto operano con soggetti tenuti allo split payment, devono fronteggiare la riduzione di liquidità, per cause non certo a loro imputabili.

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