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Rimbalzo delle Borse, vola Milano

Piazza Affari colma con una seduta spumeggiante il divario registrato nelle ultime giornate sugli altri listini europei. C’era voglia di rimbalzo, e i motivi non sono mancati. A cominciare dal Pil cinese, cresciuto nel secondo trimestre del 7,5% annualizzato (meglio delle attese). E poi sono tornati gli acquisti sull’istituto portoghese Banco Espirito Santo (+20%, pare che gli investitori vogliano dare fiducia alle rassicurazioni del nuovo management sulla solvibilità della banca) dopo aver perso oltre metà del valore di Borsa dalla scorsa settimana. Questa notizia ha ridato entusiasmo ai bancari di Piazza Affari cresciuti più degli istituti di credito europei (+3,64% contro 2,16%). Forte scatto di Banco popolare (+7,9%), seguita da Ubi (+5,8%) e Bpm (+3,9%). Così il Ftse Mib (dove il peso dei bancari è maggiore che nel resto d’Europa) ha terminato le contrattazioni a +3,17%, più del doppio della media del Vecchio continente (Eurostoxx 50 a +1,56%).
A Piazza Affari si è mossa molto bene anche Telecom Italia (+7,9%) con il crescere delle voci su un possibile matrimonio tra Wind e 3 Italia (terzo e quarto operatore mobile in Italia). Un eventuale consolidamento ridurrebbe il livello di concorrenza e questo piace ai mercati. Forti acquisti anche su Gtech (ex Lottomatica) che ha annunciato l’acquisizione della’americana International game technologies, tra i big mondiali delle slot machine e dei sistemi di gioco. Un’operazione da 4,7 miliardi di euro (in contanti e azioni) che dovrebbe portare Gtech al delisting da Milano e alla quotazione al Nyse.
L’azionario globale ha poi beneficiato del nuovo record messo a segno dall’indice Dow Jones a Wall Street (17.135 intraday). La Borsa statunitense ha snobbato le dichiarazioni di Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas e membro con voto del comitato di politica economica dellabanca centrale statunitense, secondo cui la Fed «probabilmente» inizierà ad alzare i tassi all’inizio del 2015, se non prima. Dichiarazioni ancor più restrittive rispetto a quelle rilasciate lunedì dal governatore della Fed, Yanet Yellen, secondo cui il rialzo dei tassi negli Usa potrebbe arrivare anche prima del previsto (a patto che si assista a una ripresa dell’occupazione nel Paese). Anche il Nasdaq – sempre lunedì la Yellen ha giudicato sopravvalutati i social network – ha marciato al rialzo. Wall Street ha anche ignorato dati macro in chiaroscuro (la produzione industriale Usa è salita meno delle attese, +0,2% a giugno, mentre i prezzi alla produzione sono cresciuti oltre le previsioni, +0,4%). Notizie di secondo piano rispetto ai miliardi che Rupert Murdoch sarebbe pronto a mettere sul piatto per acquisire Time Warner. La società ha reso noto di aver rifiutato una offerta da 80 miliardi (corrispondente a un premio di circa il 25%). Ma le nozze, tra possibili e andate in porto, non si esauriscono qui. 3M acquisirà la quota di Sumitomo electric industries nella comune joint venture per 885 milioni di dollari, assumendo così il controllo. E Pfizer acquisirà Innopharma per 225 milioni. Ottimismo anche dalla trimestrale di Intel che ha battuto le attese (azioni salite ai massimi degli ultimi 10 anni). Meno da quelle di Bank of America e Yahoo! che hanno deluso gli analisti.
Giornata positiva anche sul mercato dei bond con lo spread tra BTp e Bund in calo a 163 punti, due in meno rispetto alla vigilia. Test superato dal Portogallo, sorvegliato speciale per via delle vicinde contrastate del Banco espirito Santo. Lisbona ha pagato leggermente dazio alla tensione degli ultimi giorni, ma è riuscita comunque a piazzare titoli a 12 mesi per 850 milioni di euro a un tasso in crescita rispetto al mese precedente (0,453% da 0,364%). In calo invece i rendimenti dei titoli a 6 mesi (0,243%), ma qui il paragone si faceva con l’asta di marzo (0,438%), quando cioè il Portogallo non era ancora uscito dal piano di salvataggio della Troika Fmi-Ue-Bce. Sostenuta comunque la domanda (rispettivamente 2,46 e 2,05 volte l’offerta). Da segnalare che la Germania ha collocato 3,3 miliardi di Bund a 10 anni con un tasso medio in calo all’1,2% (da 1,39%), mimino di tutti i tempi.

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