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Rimbalzo delle Borse sul taglio Bce

di Marco Valsania

La marcia indietro della Grecia su un referendum che metterebbe a rischio l'euro, assieme al taglio dei tassi d'interesse da parte della Bce, hanno assicurato sostegno ieri alle borse internazionali. Anche se il nervosismo sul futuro dell'Europa e la salute dell'economia globale non è svanito.

Lo Stoxx 600 paneuropeo ha guadagnato il 2,1% e gli indici nazionali del Vecchio continente ne hanno seguito l'esempio: lo Ftse 100 londinese è lievitato dell'1,12%, il Dax tedesco è salito del 2,81% e il Cac 40 francese ha guadagnato il 2,73 per cento. Il maggior guadagno spetta a Piazza Affari: l'indice Ftse Mib è salito del 3,23 per cento. La performance delle piazze statunitensi ha tenuto il passo: lo Standard & Poor's 500 ha marciato al rialzo dell'1,88% e il Nasdaq ha messo a segno un'impennata del 2,2 per cento.

I mercati avevano in realtà cominciato gli scambi sotto pressione, in preda a volatilità e ribassi scatenati dal timore di collassi dell'eurozona a partire dalla Grecia, che aveva visto la sospensione di una tranche di aiuti europei in risposta alla chiamata al referendum che può significare l'uscita di Atene dalla moneta unica. Ma la successiva ripresa dei mercati è stata innescata da frenetici sviluppi proprio ad Atene: sono emerse crescenti spaccature sul voto dentro il partito di governo Pasok, che hanno minacciato di portare alla caduta dell'esecutivo. E il premier George Papandreou ha prospettato l'abbandono del ricorso alle urne, aprendo all'opposizione per allargare il sostegno all'austerità, dando via libera al continuo salvataggio internazionale e discutere di un governo di transizione.

In soccorso ai mercati è poi arrivata la decisione della Banca centrale europea, al primo vertice presieduto da Mario Draghi: l'istituto centrale, avvertendo che l'eurozona potrebbe scivolare in leggera recessione entro fine anno, è intervenuto sui tassi d'interesse riducendoli di 25 punti base, all'1,25%, cogliendo di sorpresa molti analisti che avevano pronosticato un costo del denaro invariato. Nella serata precedente la Federal Reserve e il suo governatore Ben Bernanke avevano oltretutto ribadito di essere a loro volta pronti a far scattare nuovi stimoli alla crescita americana, dopo aver rivisto al ribasso le stime economiche per l'anno prossimo e previsto un'elevata disoccupazione.

«Dal punto di vista dei mercati, ci sono stati sviluppi positivi – ha detto Stephane Ekolo, strategista di Market Securities – che riducono il livello di incertezza». Altri analisti hanno tuttavia sottolineato che la tensione rimane alta tra gli investitori: «Il mercato – ha affermato Cliff Draughn di Excelsia Investment Advisors – sembra reagire a ogni voce, a ogni indiscrezione. Cosa succede in Grecia? Cosa farà la Germania? Cosa verrà deciso ai summit?». Le piazze finanziarie aspettano con ansia, in particolare, gli esiti del G 20 a Cannes in Francia.

Il settore bancario è stato nelle ultime ore di contrattazione tra quelli in maggior evidenza. Bnp Paribas, dopo aver svalutato i bond greci in portagoglio e ridotto l'esposizione ai paesi periferici Italia compresa, ha guadagnato il 7,5 per cento. La tedesca Commerzbank è salita del 5,5 per cento. L'olandese Ing, forte di profitti migliori delle attese e riduzioni nei posti di lavoro, si è impennata del 9 per cento. Tra le banche italiane, Intesa è salita del 3,68% e UniCredit del 4,33 per cento. In calo invece Bpm (- 26% i diritti sull'aumento di capitale). In rialzo anche gli istituti di credito della Grecia: Alpha Bank ha guadagnato il 15,1 per cento. Nel comparto finanziario europeo ha guadagnato il 2,4% anche il principale fondo hedge quotato, il Man Group, grazie a declini dei profitti minori del temuto, e il 6,1% il leader delle riassicurazioni Swiss Re, con utili trimestrali raddoppiati.

A Milano la borsa, a fine seduta, è stata trainata da rialzi generalizzati, dai servizi energetici agli industriali. Sono saliti titoli da Tenaris, del 14%, all'Enel, in rialzo del 3,56 per cento. Finmeccanica ha guadagnato il 9%, Fiat Industrial il 6,83% e Fiat il 5,59 per cento.

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