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Rimbalzano le Borse dopo lo «stress»

Quella di ieri è stata la giornata del “rimbalzo” per Piazza Affari. Il listino milanese, reduce dalla doccia fredda degli stress test bancari che hanno causato un pesante tonfo del paniere Ftse Mib (-2,4%) ieri ha riassorbito il colpo. Il saldo a fine seduta è positivo per il 2,35% sull’indice principale. Bene ovviamente il comparto bancario (+1,91%) che tuttavia ha recuperato solo in parte il terreno perso lunedì (-4,13%). Segno che le ferite della bocciatura Bce sono ancora aperte. Le azioni del Monte dei Paschi di Siena e di Banca Carige, quelle uscite peggio dagli stress test, hanno recuperato rispettivamente l’1,4% e lo 0,65 per cento. Un’inezia rispetto al -21,5% e il -17,19% bruciato lunedì. Sui titoli è in vigore il divieto di vendite allo scoperto della Consob fino al 10 novembre.
La spinta delle trimestrali
Oltre al fattore «rimbalzo», Piazza Affari ha beneficiato del clima positivo sui mercati azionari europei. Rilevanti in particolare le performance di Francoforte (+1,89%), Amsterdam (+1,65%) e Zurigo (+1,29%) che hanno messo a segno rialzi sostenuti grazie soprattutto ai risultati societari. A Zurigo il titolo di Ubs, un colosso che capitalizza oltre 48 miliardi di euro, ha registrato la miglior performance (+5,77%) grazie ai conti del terzo trimestre (vedi articolo a pag. 27). Sempre a Zurigo gli acquisti hanno premiato la multinazionale farmaceutica Novartis (+1,81%). A Piazza Affari i conti trimestrali (vedi articolo a pag. 27) hanno spinto Mediobanca, ieri tra i migliori del listino con un rialzo del 4,67 per cento. Una performance che ha compensato l’unica nota stonata di giornata legata al nuovo allarme profitti di Saipem (vedi articolo a pag. 31). La controllata di Eni ha rivisto al ribasso gli obiettivi sul 2014 chiudendo la seduta con un tonfo del 5,8% che ha portato il pezzo delle azioni a 13,48 euro per azioni (rispetto ai massimi di fine 2012 le azioni si sono svalutate del 66 per cento).
Le notizie societarie hanno controbilanciato segnali in chiaroscuro arrivati dai dati macroeconomici Usa: positivi quelli sulla fiducia dei consumatori, deludenti quelli sugli ordini di beni durevoli (-1,3% a settembre contro un + 0,7% atteso).
Tassi in rialzo per il Tesoro
Tra gli appuntamenti di giornata ieri molto atteso il ritorno del Tesoro sul mercato primario dei titoli di Stato. L’alta volatilità sui debiti sovrani delle scorse settimane, il botta e risposta tra Roma e Bruxelles sulla legge di stabilità e, per ultime, le tensioni legate agli stress test bancari hanno influito negativamente sul collocamento di CTz e BTp indicizzati all’inflazione europea. Il rendimento in asta del CTz con scadenza agosto 2016 si è attestato allo 0,692% in rialzo rispetto allo 0,385% di settembre e ai massimi da cinque mesi. Nessun problema invece sul fronte della domanda grazie all’abbondante liquidità in circolazione (il 31 di ottobre vanno a scadenza oltre 20 miliardi di titoli di Stato spagnoli mentre il 3 novembre l’Italia pagherà 6 miliardi di euro in cedole). Il Tesoro ha collocato il quantitativo massimo previsto (3,5 miliardi di cui 2,5 in CTz e il resto in BTp indicizzati all’inflazione con scadenza 2024 e 2026) con un rapporto «bid-to cover» fra domanda e offerta buono: 1,71 volte per i CTz. Oggi il secondo test della settimana con l’asta di BoT semestrali. Il Tesoro punta a collocarne per 6,5 miliardi di euro. Un obiettivo alla portata considerando il fatto che Via XX Settembre dovrà rimborsare 7,7 miliardi di titoli alla medesima scadenza.
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