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Rimbalza Piazza Affari (+1,5%)

Piazza Affari prova a riprendersi dopo tre sedute consecutive in ribasso. E soprattutto dopo il tonfo (-2,2%) registrato lunedì, nella prima seduta dopo l’annuncio delle dimissioni del premier Monti. Ieri il Ftse Mib ha recuperato l’1,51% riallineando il proprio andamento alle altre piazze europee tutte in rialzo, con il Dax 30 di Francoforte che ha guadagnato lo 0,78%, il Cac40 di Parigi lo 0,94% e l’Ibex 35 di Madrid, che lunedì aveva chiuso in rosso come Milano, l’1,49 per cento.
Bene l’indice Zew tedesco
Dopo un avvio negativo e nervoso, le Borse hanno invertito la rotta in concomitanza con la diffusione in mattinata del dato relativo agli indici Zew, che misura la fiducia delle imprese tedesche. Numeri che sono stati decisamente migliori del previsto. Ha sorpreso in particolare l’indice che misura la fiducia sulla situazione futura, che a novembre era a -15,7 punti e questo mese è balzato a 6,9. Ben oltre le attese degli analisti che si aspettavano un dato ancora negativo (-11,5 il consensus).
Un segnale positivo è inoltre arrivato dall’asta dei titoli spagnoli a 12 e 18 mesi con cui Madrid ha raccolto 3,89 miliardi di euro andando oltre gli obiettivi prefissati registrando rendimenti in calo. Un segnale di fiducia importante dopo che, nei giorni scorsi, le notizie sulla situazione politica italiana avevano riportato tensione sui titoli di Stato dei Paesi periferici (Spagna compresa). Lo spread Bund-BTp, grazie al miglioramento del clima sui mercati, si è così notevolmente ridotto attestandosi a fine seduta a 340 punti base. Dell’inversione di rotta dei mercati sul debito italiano ha beneficiato il comparto bancario a Piazza Affari.
Mini-rimbalzo per le banche
Ieri l’indice di settore ha guadagnato l’1,62% recuperando però solo in parte le abbondanti perdite registrate lunedì (-4,97%). Mentre due giorni fa tutti titoli del credito figuravano tra i peggiori del listino, ieri, tra i 10 migliori del Ftse Mib, figurava solo una banca: Mps (+3,31%). Se c’è stato un rimbalzo insomma, è stato modesto. Sul comparto continua a prevalere una certa cautela, alimentata dai report delle banche d’affari che continuano a suonare il campanello d’allarme sulla qualità del credito. Ieri gli analisti di Citi hanno scritto che le sofferenze in Italia è destinata a peggiorare nei prossimi mesi. Lunedì, quelli di Rbs, avevano stimato per il settore un fabbisogno di capitale di 60 miliardi nei prossimi tre anni per far fronte ai crediti dubbi.
Wall Street scommette sull’accordo fiscale
La giornata di rialzi in Europa ha influenzato positivamente anche Wall Street. Alla vigilia della riunione del Fomc, braccio di politica monetaria della Fed, prevista per oggi, gli operatori continuano a comprare nella speranza che sia raggiunto un accordo tra Repubblicani e Democratici per evitare il “fiscal cliff”, il baratro fiscale. Ieri il presidente della Camera, il repubblicano John Boehner, è tornato a dirsi «ottimista e speranzoso» sull’accordo pur tornando a rimarcare le distanze che permangono con la Casa Bianca, restia ad adottare i tagli di spesa chiesti dalla controparte.

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