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Rilevante la crisi pre Covid-19

Le imprese in difficoltà al 31 dicembre 2019 non hanno diritto agli aiuti temporanei per la liquidità, incluso il finanziamento fino a 25 mila euro. Tutti gli aiuti concessi nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti alle imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19, approvato in sede europea, non possono finire a beneficio di imprese che, a fine 2019, avevano già manifestato uno stato di difficoltà in base alla definizione prevista dai regolamenti europei in materia. Le imprese devono fare molta attenzione, poiché già presentando il modulo di domanda di accesso alla garanzia dichiarano il rispetto dei requisiti previsti dal quadro temporaneo, inclusa, anche se non esplicitamente evidenziata nel modulo, l’assenza dello stato di difficoltà in base al regolamento Ue n. 651/2014 attestata al 31 dicembre 2019.

 

Il modulo per accedere ai 25 mila euro. Nella sottoscrizione del modulo di accesso alla garanzia per il finanziamento fino a 25 mila euro garantito al 100%, una delle dichiarazioni rilasciate dal soggetto richiedente è «che la garanzia del Fondo viene richiesta ai sensi e nel rispetto delle condizioni previste dagli Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali (punto 3.1) delle misure temporanee in materia di aiuti di stato (comunicazione della commissione europea del 19 marzo 2020 e successive modifiche e integrazioni)». La comunicazione sull’aiuto, relativa anche al finanziamento in questione, prevede che l’aiuto non possa essere concesso a imprese che erano in difficoltà, come da definizione prevista dal Reg. Ue n. 651/2014, al 31 dicembre 2019. L’aiuto può infatti essere concesso solamente a imprese che non sono in difficoltà o, comunque, che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019, in modo da riservare le agevolazioni solo ai soggetti che sono entrati in difficoltà con specifico riferimento all’epidemia di Covid-19.

 

Lo stato di «difficoltà» per la normativa comunitaria. La normativa comunitaria (regolamento Ue n. 651/2014) definisce «impresa in difficoltà» un’impresa che soddisfa almeno una delle seguenti circostanze:

a) nel caso di società a responsabilità limitata (diverse dalle Pmi costituitesi da meno di tre anni o, ai fini dell’ammissibilità a beneficiare di aiuti al finanziamento del rischio, dalle Pmi nei sette anni dalla prima vendita commerciale ammissibili a beneficiare di investimenti per il finanziamento del rischio a seguito della due diligence da parte dell’intermediario finanziario selezionato), qualora abbia perso più della metà del capitale sociale sottoscritto a causa di perdite cumulate. Ciò si verifica quando la deduzione delle perdite cumulate dalle riserve (e da tutte le altre voci generalmente considerate come parte dei fondi propri della società) dà luogo a un importo cumulativo negativo superiore alla metà del capitale sociale sottoscritto. Ai fini della presente disposizione, per «società a responsabilità limitata» si intendono in particolare le tipologie di imprese di cui all’allegato I della direttiva 2013/34/Ue e, se del caso, il «capitale sociale» comprende eventuali premi di emissione;

b) nel caso di società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società (diverse dalle Pmi costituitesi da meno di tre anni o, ai fini dell’ammissibilità a beneficiare di aiuti al finanziamento del rischio, dalle Pmi nei sette anni dalla prima vendita commerciale ammissibili a beneficiare di investimenti per il finanziamento del rischio a seguito della due diligence da parte dell’intermediario finanziario selezionato), qualora abbia perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società, a causa di perdite cumulate. Ai fini della presente disposizione, per «società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società» si intendono in particolare le tipologie di imprese di cui all’allegato II della direttiva 2013/34/Ue;

c) qualora l’impresa sia oggetto di procedura concorsuale per insolvenza o soddisfi le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei suoi confronti di una tale procedura su richiesta dei suoi creditori;

d) qualora l’impresa abbia ricevuto un aiuto per il salvataggio e non abbia ancora rimborsato il prestito o revocato la garanzia, o abbia ricevuto un aiuto per la ristrutturazione e sia ancora soggetta a un piano di ristrutturazione;

e) nel caso di un’impresa diversa da una Pmi, qualora, negli ultimi due anni:

1) il rapporto debito/patrimonio netto contabile dell’impresa sia stato superiore a 7,5; e

2) il quoziente di copertura degli interessi dell’impresa (ebitda/interessi) sia stato inferiore a 1,0;

Attenzione alle dichiarazioni di atto notorio. Il soggetto che sottoscrive la domanda di garanzia al 100% dichiara in forma di atto notorio, tra le altre cose, di non essere in difficoltà al 31/12/2019 (dichiarazione implicita contenuta all’interno della dichiarazione di rispetto delle condizioni previste dal quadro temporaneo di aiuti). Se da una parte la banca potrebbe procedere senza verificare le dichiarazioni di atto notorio rilasciate dal soggetto richiedente (lo spirito è anche quello di velocizzare le istruttorie sollevando la banca, in questo caso, dalle responsabilità su quanto dichiarato dal richiedente), è opportuno porre l’attenzione sui rischi, anche penali, che corrono l’impresa o il professionista che sottoscrivono dichiarazioni di atto notorio non veritiere. L’accesso rapido alle misure di agevolazione messe in campo, se da una parte risponde all’esigenza di liquidità immediata delle imprese, dall’altra pone un rischio, spesso non evidente a prima vista, in capo a chi beneficia delle agevolazioni stesse, derivante dalle dichiarazioni di atto notorio sottoscritte. Ottenere il finanziamento fino a 25 mila euro con garanzia del 100% è solo in apparenza semplice, soprattutto se ci si ferma al livello della mera compilazione del modulo, ma comporta una complessa valutazione di una serie di requisiti del richiedente che, seppur formali, sono il più delle volte al di fuori della portata del soggetto richiedente, soprattutto se di piccole dimensioni o se non ha mai approcciato strumenti di aiuto pubblico.

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