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Il rilancio di Delta Può salire fino al 15% di Alitalia

La mossa a sorpresa di Lufthansa per un accordo commerciale con Alitalia potrebbe in realtà accelerare l’accordo tra Delta, Fs e Atlantia. Ieri, infatti, il numero uno della compagnia americana, Ed Bastian ha confermato l’impegno di 100 milioni di euro per contribuire al salvataggio dell’aviolinea italiana. Così secondo il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, «non c’è bisogno né di un ulteriore prestito ponte», né di una proroga oltre la data del 15 ottobre. Una data «che deve essere rispettata». Il ministro ha anche spiegato di non voler «entrare nelle questioni di mercato ». «Io – ha detto – sono il vigilante della struttura commissariale: deve essere Ferrovie a scrivere ai commissari e gestire la questione».
Giorni decisivi, allora, anche se la proposta dei tedeschi per un accordo commerciale con Alitalia — dal programma fedeltà, fino all’integrazione nella rete dei voli di Lufthansa e degli altri partner dell’alleanza Star Alliance — è piombata sul tavolo di Ferrovie scatenando molte perplessità: a quanto si apprende il vettore Usa si sarebbe addirittura irritato per l’iniziativa tedesca.
Il risultato immediato è che le riunioni tra gli advisor di Fs e Atlantia, in queste ultime ore si intensificano per trovare una soluzione all’impasse che la scorsa settimana aveva fatto i conti anche con un’altra lettera, quella di Atlantia che paventava una marcia indietro dal progetto di rilancio senza uno sforzo concreto di Delta.
Dunque, si attende un segnale decisivo da parte degli americani che hanno 120 ore per replicare e chiudere la partita, in un modo o nell’altro ovvero lasciando (o meno) campo aperto a Lufthansa. La cifra massima che il vettore Usa sarebbe disposto a mettere sul tavolo è oggi tra il 10 e il 12,5% (125 milioni di euro) ma non è improbabile un ulteriore impegno che porterebbe l’investimento al 15% del capitale da un miliardo, circa 150 milioni di euro. Uno sforzo ulteriore (del 20% e oltre) viene considerato «improbabile » da fonti vicine all’operazione. Ferrovie si trova nel bel mezzo di uno scontro tra concorrenti “pesanti”, anche se la posizione del gruppo non cambia e guarda a Delta e ai soci con cui si discute da mesi, come l’unica via d’uscita possibile.
Ma perché una compagnia in crisi come Alitalia mette in moto la concorrenza tra Delta e Lufthansa? In gioco c’è un mercato molto ricco, il quarto in Europa, e le rotte intercontinentali da Fiumicino: il vettore statunitense punta a difendere le proprie posizioni sui voli di lungo raggio dall’Italia — anche a costo di farsi carico di una società in grave difficoltà e vicina al collasso — mentre i tedeschi allargano lo sguardo a Africa (in particolare il Sud Africa) e il Sud America.
Delta è pronta comunque a iniettare del denaro fresco nella Nuova Alitalia, mentre Lufthansa preferisce al momento discutere solo di una fusione commerciale a causa delle diffidenze emerse negli ultimi mesi all’interno del cda sull’opportunità di investire in una linea aerea con decenni di instabilità. Ecco perché dalla Germania viene proposto un progressivo inserimento di Alitalia nel network — senza toccare pesantemente la forza lavoro — piuttosto che partire con una partecipazione diretta. Il tutto a 5 giorni dalla scadenza dei termini per presentare un’offerta vincolante. Offerta che potrebbe slittare di qualche giorno grazie ad un escamotage legale.

Lucio Cillis

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