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Il rilancio dell’Europa? Inizia dal fisco Il nuovo asse tra Francia e Germania

La nuova relazione franco-tedesca, quella dell’era Macron-Merkel, inizia, forse, a prendere forma. Per non sorprendere troppo ma allo stesso tempo dare qualche brivido, parte dalle tasse. Ieri, a Berlino, si sono incontrati i ministri delle Finanze dei due Paesi, Bruno Le Maire e Wolfgang Schäuble: hanno deciso di costituire un panel bilaterale per preparare proposte concrete sul rafforzamento dell’Eurozona, da presentare al vertice tra i governi di Parigi e Berlino in luglio. Al centro, la vecchia idea di armonizzare la tassazione sulle imprese, non si sa ancora se tra i due Paesi o a livello di Ue.

Schäuble — che in passato si è detto scettico sulla fattibilità delle armonizzazioni fiscali, in Europa in discussione da un ventennio — ha spiegato che si potrebbe scegliere la strada di creare un sistema di tasse societarie unitario tra Germania e Francia oppure spingere affinché l’iniziativa di armonizzazione sia presa dall’Unione europea. «Sono entrambe ambiziose», ha sostenuto. In effetti, i due governi avevano già stilato un progetto del genere nel 2012, con la pubblicazione di un libro verde, ma poi l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy perse le elezioni e non se ne fece nulla. Ora, il desiderio di ricostruire un rapporto forte tra Berlino e Parigi fa riprendere l’idea, non facile da realizzare in nessuna delle due ipotesi avanzate ieri dai ministri.

Nella prima — l’armonizzazione a due — si parte da una situazione in cui le tasse societarie (complessivamente calcolate) sono al 29,8% in Germania e al 38% in Francia: non piccolo il delta da coprire. Soprattutto, in quale direzione? Verso l’alto quelle tedesche o verso il basso quelle francesi? Nella seconda ipotesi – armonizzazione a livello di Ue — l’opposizione di una serie di membri potrebbe essere fortissima, come lo è stata in passato. Inoltre, andrà chiarito l’obiettivo dell’iniziativa. Finora, infatti, alcuni Paesi europei, tra i quali l’Italia oltre alla Germania e alla Francia, hanno lavorato assieme per lottare contro l’evasione e l’elusione fiscale e per fare pagare più tasse alle multinazionali che scelgono le legislazioni più favorevoli.

Armonizzare, però, è qualcosa di più. In un’intervista al quotidiano «Handesblatt», Le Maire ha sostenuto che «armonizzare le tasse societarie è una questione cruciale in Europa: è essenziale per combattere le distorsioni della concorrenza e la concorrenza illegittima attraverso il dumping fiscale». Molti Paesi, naturalmente, non saranno d’accordo con questa impostazione, ritenendo che, invece, la concorrenza fiscale faccia bene alle economie perché pone vincoli alle esosità degli Stati.

Il ministro francese ha poi spiegato che l’iniziativa franco-tedesca non sarà limitata al fisco. Spingerà per un coordinamento migliore delle politiche economiche in Europa, comprese nuove idee per gli investimenti, e per la possibilità di creare un ministro delle Finanze europeo o un Fondo monetario europeo. Idee sulle quali si sa che Schäuble è scettico, almeno sui tempi, ma che invece Angela Merkel ha accarezzato durante l’incontro con Emmanuel Macron. Le Maire ha anche assicurato che Parigi rispetterà «i suoi obblighi europei in termini di riduzione del deficit». Schäuble ha poi sostenuto che alleviare il debito della Grecia oggi non è possibile perché il parlamento tedesco gli ha dato un mandato diverso, in ciò in polemica con il suo ministro degli Esteri, il socialdemocratico Sigmar Gabriel; e che si rifiuta di parlare oggi di successione a Mario Draghi alla guida della Bce, problema del 2019.

Danilo Taino

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