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Rilancio della legge obiettivo

Rilanciare la legge obiettivo dando priorità ai capitali privati e coinvolgendo le piccole e medie imprese per superare il gap infrastrutturale. È quanto afferma l’ex ministro Corrado Passera con il suo ultimo documento firmato il 22 aprile 2013, l’atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche da realizzarsi nel 2014. Si tratta dell’annuale provvedimento che individua le priorità politiche da realizzare nell’anno e costituisce il presupposto per la successiva direttiva ministeriale sull’attività amministrativa del ministero, ma si configura come un vero e proprio passaggio di consegne al nuovo ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi. L’analisi del gap infrastrutturale punta su tre principali cause: la progressiva riduzione delle risorse pubbliche in conseguenza della crisi della finanza pubblica italiana; la pesantezza dei procedimenti di programmazione, progettazione, autorizzazione, realizzazione, contenzioso ed erogazione dei fondi, che hanno scoraggiato l’attrazione di capitali privati; le difficoltà, procedurali e sostanziali, di composizione dei conflitti tra livelli di governo, tra amministrazioni e tra amministrazioni e popolazioni più direttamente toccate dalle opere. Gli indirizzi principali sui quali portare avanti quanto fatto dal Governo Monti vengono indicate in primo luogo verso l’ottimizzazione dell’utilizzo delle scarse risorse disponibili, con accurate valutazioni costi-benefici; allo stesso tempo Passera indica anche la linea della semplificazione e riduzione dei procedimenti di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere. Come priorità politiche grande attenzione viene prestata a quello che viene definito il «rilancio della Legge Obiettivo», da perseguire attraverso lo sblocco e lo sviluppo delle grandi opere tramite in maggiore coinvolgimento possibile del capitale privato, «anche con il coinvolgimento delle piccole e medie imprese di costruzioni». Sempre i soliti i settori prioritari di intervento individuati nel documento: autostrade, strade, ferrovie, porti, aeroporti, metropolitane. Un cenno anche alla necessità di monitorare le opere programmate per l’Expo 2015. Viene poi richiamata l’esigenza di attuare il Piano nazionale di edilizia abitativa «Piano casa», a favore di categorie sociali in difficoltà.

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