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Riforme e tassi, lo spread torna a 160

Ancora una giornata di alta tensione sul fronte dello spread, il differenziale di rendimento tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco di pari durata, che nella mattinata di ieri ha toccato un nuovo massimo di periodo a 162 punti per poi chiudere a 153, con un rendimento dell’1,67%, in leggero calo rispetto ai 157 punti della seduta precedente. Il nervosismo del mercato si è esteso alle Borse europee e a Wall Street che hanno registrato cali sensibili, soprattutto a causa dell’incertezza sull’esito delle presidenziali americane e alla rimonta del candidato Donal Trump. Piazza Affari, la peggiore, registra un arretramento del 2,51%. Ma anche Parigi (-1,24%), Francoforte (-1,47%) e l’indice Eurostoxx50 (- 1,42%) subiscono cali vistosi.

L’attenzione rimane tuttavia concentrata sulla crescita dello spread tra Bund e Btp il cui aumento viene «politicizzato» e interpretato in maniera opposta dai due fronti che si confrontano in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. In mattinata l’ipotesi di un rinvio del referendum ventilata dal ministro Alfano è stata smentita nelle ore successive dal Premier Matteo Renzi. Secondo la responsabile comunicazione di Forza Italia Deborah Bergamini «già una volta si è usato lo spread come arma politica impropria per far cadere il governo nel 2011. Non vorremmo che ora lo si usasse come ricatto per tentare di far rimanere in sella» il governo attuale.

La tendenza all’allargamento dello spread va inquadrata anche nel contesto del difficile ritorno verso una normalizzazione dei tassi di interesse. Ieri i cinque saggi dell’economia tedesca, gli esperti che consigliano il governo e il Parlamento di Berlino, hanno criticato la politica monetaria della Bce di Mario Draghi sostenendo che «minaccia la stabilità finanziaria», mentre le dimensioni del programma di quantitative easing , lanciato nel 2015, «non sono più adeguate data la ripresa economica» dell’eurozona. In un report dal titolo «Il lato oscuro del Qe» anche il capo economista di Deutsche Bank David Folkerts-Landau esprime giudizi molto duri sulla politica dell’Eurotower.

Marco Sabella

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