Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Riforme Liberalizzazioni, voti bassi al cantiere riaperto

U na pioggia di proteste. Il mondo dei professionisti non ha accolto con favore il disegno di legge sulla concorrenza appena varato dal governo Renzi. Lo scontro però sembra più che altro orientato sulle competenze, piuttosto che sui ruoli. Un contesto molto diverso da quello vissuto con i governi Berlusconi e Monti quando si parlava di liberalizzazioni, abolizione degli albi professionali e deregulation totale. 
«Le professioni italiane sono sempre state aperte alla concorrenza, — afferma Marina Calderone, presidente del Coordinamento unitario delle professioni — come dimostra la tempestiva e piena attuazione delle varie normative di liberalizzazione che si sono susseguite nel tempo. Rispetto al passato, però, il governo Renzi ha scelto di intervenire sulle professioni con un disegno di legge dando così la possibilità di una riflessione parlamentare. Gli ordini professionali, in rappresentanza di un comparto che contribuisce a creare il 15% del Pil, chiedono all’esecutivo l’istituzione di un tavolo tecnico per meglio poter discutere del nostro contributo al buon andamento della pubblica amministrazione e di come aumentarne l’efficienza». Stavolta quindi non sembra in discussione l’intero sistema, però le obiezioni esistono e riguardano molte categorie.
Ingegneri e architetti
Nel campo delle costruzioni torna d’attualità un tema esploso qualche mese fa: la concorrenza tra società d’ingegneria (composte generalmente da ingegneri e architetti) e i singoli professionisti dell’area edile. In base al disegno di legge le società di ingegneri potranno assumere commesse da privati superando una disciplina oscura e risalente agli anni ‘40. «Il punto è — spiega Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti — che così si creano i presupposti per un vantaggio concorrenziale. Nel mondo delle professioni tecniche la forma giuridica di aggregazione esiste già, è stata istituita dalla riforma del governo Monti e si chiama società tra professionisti. Le Stp hanno vincoli e controlli che le società d’ingegneria non hanno». Qualche esempio? «I soci di una società di ingegneria — elenca Freyrie — non hanno l’obbligo di esercitare la professione in via esclusiva nell’ambito dello stesso organismo; nelle società tra professionisti i soci iscritti all’Albo devono rappresentare almeno i 2/3 del capitale , per le società d’ingegneria non sono previsti limiti specifici all’apporto di capitale da parte dei soci. Infine le Stp rispondono disciplinarmente delle violazioni delle norme deontologiche all’Ordine professionale presso il quale sono iscritte, invece l’ordine di riferimento non può verificare o sanzionare eventuali violazioni delle norme deontologiche di una società di ingegneria. Prima le società d’ingegneria potevano operare solo per le pubbliche amministrazioni, adesso hanno accesso anche al mercato privato. Non mi pare che si tratti di concorrenza ad armi pari».
Avvocati
Il nuovo testo del governo propone proprio l’introduzione delle società tra professionisti anche tra gli avvocati che però nella loro legge forense le avevano messe al bando. «Si introduce il concetto di società multidisciplinare senza tener in alcun conto l’importanza del segreto professionale particolarmente previsto e tutelato dalla nuova normativa forense — protesta Maurizio de Tilla, presidente dell’Associazione nazionale avvocati — e si introduce nuovamente il socio di capitale che inquinerà certamente l’esercizio della professione e lo stesso andamento dei processi».
Commercialisti e notai
La critica si concentra soprattutto sulla norma che riguarda gli immobili (destinati a uso non abitativo) il cui valore catastale non superi i 100 mila euro: in base alla riforma non saranno più soltanto i notai a poter sottoscrivere l’atto ma anche gli avvocati. A lanciare l’allarme sono i notai che denunciano una deregulation che potrebbe aprire le porte a infiltrazioni mafiose e truffe sul modello di ciò che è successo negli Usa con i «mutui subprime». Ma a protestare ci sono anche i commercialisti: «Se la ratio della norma — si chiede Gerardo Longobardi, presidente dei commercialisti — è quella di allargare la platea dei professionisti a quelli che autenticano la firma del cliente nel mandato alle liti, non si comprende perché siano stati esclusi i commercialisti, che abilitati alla difesa tributaria dei contribuenti, già autenticano la firma di questi ultimi. Se invece la ratio era quella di individuare professionisti dotati di specifica competenza in materia, ricordiamo che i commercialisti, accanto ai notai e agli avvocati, già dal 2005 vengono delegati alle operazioni di vendita dei beni immobili nel processo esecutivo».
Molto negativo il giudizio dei commercialisti anche sulle nuove norme relative agli atti di trasferimento delle partecipazioni di srl. «La modalità proposta dal governo — spiega Longobardi — non fornisce al consumatore garanzie di certezza e qualità del servizio come avviene con la normativa attuale. Quella della cessione delle quote di srl è un’attività oggi riservata al notaio e al commercialista. La redazione di questi atti dovrebbe essere appannaggio di professionisti con adeguate competenze nella materia del diritto societario e che per legge sono tenuti al rispetto della normativa antiriciclaggio».
Insomma, secondo i commercialisti ci si troverebbe al centro di una logica di due pesi e due misure. «Le nuove norme — ricorda il presidente dei commercialisti — penalizzano alcune categorie professionali e ne avvantaggiano altre, senza perseguire, a parer nostro, l’obiettivo della semplificazione. È quindi una semplificazione a somma zero. Per contro, nonostante la dichiarata volontà di favorire il consumatore, il disegno di legge lo priva di qualsiasi effettiva tutela circa la garanzia del rispetto delle condizioni minime imposte dalla legge».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa