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«Riforme in tre giorni per salvarsi»

Grecia fuori dall’euro o obbligata ad accettare severe misure di austerità, definite da Atene «umilianti e disastrose». L’Eurogruppo dei ministri finanziari ha proposto queste due alternative capestro all’Eurosummit dei 19 capi di Stato e di governo della zona euro. Ma l’annullamento già al mattino del successivo vertice con tutti i 28 Paesi membri, necessario per prendere decisioni eccezionali, ha fatto capire l’intenzione dei leader di trattare un compromesso nella riunione a Bruxelles. 
Il premier ellenico di estrema sinistra Alexis Tsipras è entrato nel summit visibilmente teso. Ha frenato l’istinto di rifiutare tutto indignato e si è detto pronto all’accordo se «tutte le parti lo vogliono». La cancelliera tedesca Angela Merkel lo ha accusato di aver perso la «fiducia» dei partner e ha annunciato trattative «dure». Sa che la cosiddetta Grexit non è prevista dai Trattati. Ha così iniziato a metà strada tra la linea durissima del suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, che vorrebbe Atene fuori dall’euro per 5 anni, e quella mediatoria del presidente socialista francese Francois Hollande. Finlandia e Olanda, che devono far approvare in Parlamento i nuovi prestiti alla Grecia (come in Germania), hanno appoggiato Merkel con vari Paesi dell’Est.
Hollande si è detto pronto a tutto per trovare una soluzione perché altrimenti «l’Europa è a rischio». I socialisti francesi hanno convinto i socialdemocratici tedeschi, che a Berlino governano con la cancelliera, a intervenire in aiuto di Atene. Il premier Matteo Renzi ha appoggiato Hollande e ha esortato a «recuperare la fiducia dei cittadini europei nell’Europa perché, se va avanti così, la perdiamo». L’autoritarismo della Germania ha generato critiche su media di molti Paesi.
Il documento dell’Eurogruppo riflette le pressioni di Schäuble, che ha chiesto la Grexit temporanea o condizioni definite da vari commentatori «vendicative». Pretende riforme entro tre giorni (aumenti delle tasse, tagli alle pensioni, riforma del sistema di statistiche). Esclude la riduzione del debito. Ritiene necessari 82-86 miliardi in tre anni per evitare l’insolvenza. Impone un deposito di 50 miliardi, per garantire le vendite di beni dello Stato, affidato all’Institution for growth in Lussemburgo, dove partecipa (con la Grecia) la banca di sviluppo tedesca Kfw, che ha nel consiglio Schäuble e il vicecancelliere socialdemocratico Sigmar Gabriel. Verrebbe perfino riportata ad Atene la troika dei creditori, mentre Tsipras ha vinto le elezioni promettendo la cacciata di questo organismo limitativo della sovranità nazionale. Il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, ha invitato l’Eurosummit a «tenere conto della situazione drammatica del Paese» e a «non esagerare». Nella notte Tsipras ha ottenuto di metter da parte la minaccia di Grexit. Poi ha continuato a battersi per ottenere i prestiti d’emergenza, senza dover subire le misure più dure.
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