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Riforma tribunali, legali al bivio

Avvocati al bivio: se lo studio ha sede in un comune che, dopo la riforma giudiziaria, ha cambiato tribunale, o spostano il domicilio o spostano l’iscrizione all’ordine, che ha sede presso il nuovo tribunale. Lo ha precisato il Consiglio nazionale forense (Cnf), che con tre pareri, trasmessi agli ordini territoriali connota 21-C-2013 del 7 ottobre 2013, ha illustrato le ricadute della nuova geografia giudiziaria (dlgs n. 155/2012) sulla posizione degli avvocati.

Vediamo il dettaglio dei pareri, che si occupano anche dei praticanti e dell’attività degli ordini insediati presso le sedi soppresse.

Ordine. Gli avvocati, con domicilio professionale situato in un territorio attribuito, dopo l’attuazione della riforma, ad altra circoscrizione giudiziaria, debbono regolarizzare la propria iscrizione. L’articolo 7 della legge n. 247/2012 di riforma della professione forense, in vigore dal 15 gennaio 2013, prescrive, infatti, che l’avvocato debba iscriversi all’albo del circondario dove ha il domicilio professionale, «di regola coincidente con il luogo in cui svolge la professione in modo prevalente». Quindi se il luogo del domicilio professionale ora appartiene a un nuovo tribunale, l’avvocato dovrà chiedere l’iscrizione all’ordine presso il tribunale accorpante, a meno che non preferisca variare i domicilio professionale. Il Cnf, per attuare l’operazione, detta alcuni adempimenti. È opportuno che gli ordini diffondano una circolare con l’invito agli iscritti interessati a dichiarare un nuovo domicilio nel circondario (se vogliono rimanere nell’albo d’origine); o, in alternativa, a chiedere il trasferimento ad altro ordine. In sostanza o si rimane nell’ordine precedente, ma si deve cambiare domicilio professionale; oppure si rimane nello stesso domicilio professionale, ma bisogna cambiare l’ordine. In ogni caso i consigli dell’ordine degli avvocati procedono alla revisione dell’albo, effettuando le opportune comunicazioni agli iscritti. Qualora gli avvocati non dovessero procedere alla modifica del domicilio professionale, spostandolo nel territorio attualmente corrispondente al circondario del tribunale presso cui si era iscritti, l’ordine non potrà fare altro che procedere alla loro cancellazione, essendo venuto meno uno dei requisiti prescritti dall’articolo 17 della legge n. 247/12 per l’iscrizione nell’albo. Tra l’altro la regolarizzazione influenza anche i procedimento di elezione dei consigli dell’ordine: gli avvocati iscritti all’albo tenuto da un consiglio dell’ordine, aventi però domicilio professionale nel territorio di altro circondario di tribunale (a seguito della riforma), non costituiscono elettorato attivo e passivo per il primo albo, finché non si provvederà all’iscrizione degli avvocati che hanno maturato il requisito necessario (domicilio professionale nel territorio conferente) a seguito della riforma della geografia giudiziaria.

Praticante. Il praticante è tenuto ad iscriversi nel registro tenuto dall’ordine dell’avvocato presso cui svolge il tirocinio. Pertanto, se l’avvocato originariamente iscritto a un ordine si trasferisce presso un altro, anche il praticante dovrà trasferire la propria iscrizione nel registro dei praticanti.

Gratuito patrocinio. L’istanza di ammissione al gratuito patrocinio non può essere più presentata dinanzi ad ordini costituiti presso tribunali soppressi e accorpati (che rimangono in vita). Tuttavia l’ordine forense costituito presso un tribunale soppresso dovrà continuare a formare l’elenco degli avvocati del proprio albo, che si rendano disponibili a svolgere il patrocinio a spese dello stato. Siccome non riceverà più le domande di ammissione al beneficio, l’ordine presso il tribunale soppresso dovrà conferire il proprio elenco all’ordine forense costituito presso il tribunale accorpante. Sarà dunque opportuno che gli ordini forensi coinvolti procedano di intesa fra loro a definire un unico elenco, comprensivo degli avvocati provenienti dall’ordine avente sede in un ex circondario di Tribunale: solo così anche questi professionisti potranno essere designati.

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