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Riforma senza proroga

La riforma delle professioni sarà completata. E a scriverla saranno gli stessi ordini. Parola del ministero della giustizia Andrea Orlando. La promessa è arrivata proprio ieri quando il guardasigilli, nel suo intervento al convegno organizzato dalla Rete delle professioni tecniche (architetti, agronomi e forestali, chimici, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali, tecnologi alimentari) presso il salone della giustizia a Roma, ha rassicurato le categorie professionali: «Le condizioni per un approccio organico di riforma ci sono» e dunque le richieste di un restyling alla riforma delle professioni Severino (dpr 137/12) saranno assecondate, perché «la riforma delle professioni non riguarda le professioni ma il paese».

Dunque pieno appoggio al documento, preparato dalla Rete con gli otto punti indispensabili, ha spiegato il coordinatore Armando Zambrano, «per adeguare gli ordinamenti professionali alle esigenze di una società moderna, mantenendo inalterata la qualità delle prestazioni e la tutela della sicurezza dei cittadini». Il documento ha detto, quindi, il ministro «introduce spunti condivisibili» per questo l’impegno garantito, e sottolineato più volte ieri, è quello di proseguire il confronto con le categorie. Un confronto che «non è una concessione, ma un elemento determinante per la qualità normativa» e per evitare «provvedimenti scritti senza tener conto dell’impatto che possono avere su ciò che devono regolamentare». Con il motto di «completiamo la riforma» quindi, le professioni tecniche chiedono alla giustizia di intervenire su alcune norme lasciate scoperte dalla recente riforma Severino. Tra queste, in particolare, il testo unico degli ordinamenti professionali che avrebbe dovuto fare ordine tra le norme sopravvissute e quelle rese incompatibili con l’introduzione del dpr 137, il tema dell’assicurazione, divenuta obbligatoria per i professionisti ma non per le compagnie assicurative e infine il capitolo delle Società tra professionisti, strumento fortemente sostenuto dalle professioni tecniche, che ancora oggi sconta un’incertezza normativa fiscale e previdenziale. Si chiede, poi, di fare chiarezza sulla riorganizzazione territoriale degli ordini, conseguenza della recente normativa sull’abolizione delle province (presunta per qualcuno), e ancora di modificare i regolamenti elettorali estendendo l’applicazione del dpr 169/2005 «Regolamento per il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi di ordini professionali» anche a quelle categorie che rispondono a norme precedenti (decreto legislativo 382/44). Altra questione che si trascina da tempo, e su cui le professioni chiedono una soluzione normativa, è quella relativa ai compensi (fermi al 2002) dei periti e dei consulenti tecnici nominati dal giudici ma anche la revisione e l’aggiornamento dei codici deontologici. In questo senso si chiede un intervento normativo che attribuisca ai consigli nazionali la potestà esclusiva di revisione della materia.

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