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Riforma Orlando, sì con riserve dall’avvocatura organizzata

Riforma della giustizia Orlando promossa con riserva. Servono incentivi fiscali per dare gas alla negoziazione, una task force ad hoc composta da avvocati per abbattere l’arretrato, un adeguato stanziamento di fondi per il completamento delle piante organiche.

Sono queste, in sostanza, le richieste dell’avvocatura al ministro della giustizia, Andrea Orlando, affinché il pacchetto di riforma della giustizia possa effettivamente dare i suoi frutti.

Già, perché secondo la categoria, che a ItaliaOggi Sette – Affari Legali, ha dato i voti, punto per punto, alla riforma, le misure potranno effettivamente essere valutate solo alla luce dell’approvazione di tutti i provvedimenti messi in campo, decreto legge e deleghe.

«Non mancano gli aspetti controversi», commenta Nicola Marino, presidente dell’Oua, «ma anche sono evidenti i frutti, seppur parziali, di un dialogo durato diversi mesi. Nel merito:la negoziazione può abbattere notevolmente i tempi di risoluzione delle controversie, senza comprimere i diritti, ma è solo un primo passo di un processo di cambiamento che deve prevedere anche lo stanziamento di risorse adeguate per il reclutamento di magistrati e personale e per la riorganizzazione degli uffici».

«Necessario, però», puntualizza Marino, «introdurre incentivi fiscali, come per l’arbitrato per le cause pendenti, per favorire positivamente le soluzioni alternative stragiudiziali. Il ministro Orlando sembra aver già recepito queste nostre prime osservazioni». «Sul fronte dello smaltimento dell’enorme arretrato», continua il presidente Oua, «non bastano 400 ausiliari come preventivato e deciso dal ministero di Giustizia, serve una task force ad hoc, con avvocati con precisi limiti di età, che intervenga in modo straordinario su questo nodo irrisolto». «Infine», concludeil presidente Oua, «solo per citare alcuni altri spunti: auspicabile l’estensione della negoziazione assistita nel divorzio breve anche alle famiglie con minori. Giudichiamo sbagliata la previsione di un divorzio breve senza avvocati: un danno per i soggetti più deboli nel processo di separazione. Bene sulla responsabilità civile dei magistrati. No invece netto al pagamento delle spese per chi perde una causa: il cittadino ha già contribuito onerosamente per accedere alla giustizia e per vedere soddisfatto un diritto, questa sarebbe un’assurda, ulteriore penalizzazione». Giudizio positivo anche da parte del presidente dei giovani avvocati dell’Aiga, Nicoletta Giorgi. «Ogni iniziativa che vada nel segno del recupero di efficienza del servizio giustizia e dell’effettività della tutela dei diritti dei cittadini non può che essere apprezzata», afferma, «ci auguriamo che continui il confronto con l’avvocatura sul percorso di riforma e che questa non venga arrestata dai veti incrociati della politica. I margini di miglioramento di certe misure sono senz’altro significativi, mancando delle previsioni di raccordo con la normativa in essere e con la reale gestione del procedimento in Tribunale». «Inoltre», continua Giorgi, «sotto certi aspetti, ci si attendeva una prova di maggior coraggio dal Governo, specie nell’adozione di adeguate misure di incentivazione fiscale, in mancanza delle quali le improntate misure di degiurisdizionalizzazione rischiano di rimanere soltanto sulla carta. Attendiamo di leggere gli annunciati emendamenti in tal senso». «Sotto lo stesso profilo», conclude la presidente Aiga, «occorrerà continuare a pretendere il completamento delle piante organiche del personale giudiziario e l’adeguato stanziamento di fondi per le strutture e le dotazioni tecniche, per valorizzare e portare a risultato il percorso virtuoso che si è iniziato, ad esempio, con il processo civile telematico. La giovane avvocatura continuerà a dare il proprio contributo».

A parere del segretario generale dell’Anf, Ester Perifano, per il settore giustizia servono investimenti. «Più magistrati, con retribuzioni ridimensionate, visto che percepiscono cifre ben più alte rispetto ai loro colleghi europei», afferma, «occorre bandire i concorsi per avere più personale di cancelleria, che sia dunque anche più giovane e più preparato alla gestione del processo telematico, e più fondi proprio per far funzionare bene il Pct, che nonostante il grande sostegno profuso dall’avvocatura, va avanti a stento in molte zone del paese».

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