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Riforma Giustizia fiducia alla Camera sì anche dai 5 Stelle

Si conclude, alla Camera, la partita della giustizia. Con la doppia fiducia messa sulla riforma del processo penale. All’una di notte i deputati approvano la seconda fiducia: sono 458 i sì, 4 in meno dei 462 della prima votazione. Avevano cominciato a votare alle 22.33 dopo le dichiarazioni sulla fiducia stessa. Ben due diverse operazioni di “chiama” perché si è votato sui due differenti maxi- articoli della futura legge, il primo sulle pene alternative e il rapporto tra pm e gip, e il secondo sull’improcedibilità. Il primo voto ha visto 55 no e un solo astenuto. Presenti 518 deputati su 626, di cui 27 in missione. Dei 159 5S hanno partecipato al voto in 139 e 7 erano in missione. In 13 non hanno partecipato al voto, una piccola fronda ma nessuna defezione di massa. Sempre a Montecitorio si voterà di nuovo stamattina sul merito del provvedimento, con altrettante dichiarazioni, tra cui è preannunciata quella dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede.Due fatti scandiscono la giornata. Il primo è una pioggia di messaggi su Twitter, oltre 40mila, che per tutta la giornata hanno investito il neo presidente di M5S Giuseppe Conte. Giochi di parole del tipo “Con-te mai” oppure nella versione più pesante “Conte servo del sistema”. Dentro il M5S si ipotizza un attacco para-leghista, ma a poco a poco si fa strada la convinzione che a pioggia di mail arrivi dal fronte dei fuoriusciti dai 5S.Certo è che Conte, e questo è il secondo fatto, sin dalla mattina ha voluto sgombrare il campo da possibili incertezze sul voto dei suoi. Tant’è che a Bologna, dov’è andato mescolandosi alla folla, per l’anniversario della strage della stazione, l’ex premier ha aspettato la Guardasigilli Marta Cartabia all’uscita dalla messa, e i due hanno passato pochi minuti assieme parlando di Bologna. Lui ha raccontato che era nel corteo dove è stato accolto con entusiasmo dai suoi. La ministra gli ha detto di aver «seguito le sue dichiarazioni». E Conte di rimando l’ha voluta rassicurare con un «oggi andrà tutto bene ». Cartabia, poi presente al voto di fiducia a Montecitorio, ha replicato con un «andiamo avanti così».M5S vota la riforma, tant’è che l’ex presidente della commissione Giustizia Giulia Sarti, che pure una decina di giorni fa l’aveva etichettata come una «schifezza», ha detto a Repubblica.it: «Senza la nostra intransigenza l’80% dei processi in Appello sarebbero stati cancellati».Il breve dibattito – 90 minuti – non riserva sorprese sulle posizioni già annunciate. Duramente contro Alternativa C’è, i dissidenti di M5S, che con Francesco Forciniti parla di «riforma che fa schifo». Contro, Fratelli d’Italia che critica «la 35esima fiducia e il pasticcio inguardabile tra prescrizione e improcedibilità». Ma arriva una pioggia di sì. Quello di Federico Conte di Leu e di Lucia Annibali di Italia viva («riforma coraggiosa, archivia il fine processo di Bonafede »). Sì da Forza Italia, con Pietro Pittalis, e sì dal Cinquestelle Eugenio Saitta: «La base è quella dell’ex ministro Bonafede. Mi sento di avere la coscienza apposto perché abbiamo migliorato la proposta di riforma ». Con Walter Verini, il Pd rivendica il suo sì che ha superato «estremismi e rigidità inaccettabili », e respinto «tentativi di riportare indietro l’orologio» (come quello di Fi), e lavorato per una norma transitoria equilibrata e per la salvaguardia dei reati più gravi.

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