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Riforma Fornero già al restyling

Ingresso dell’Aspi, nuovo sussidio di disoccupazione, posticipato dal 2013 al 2014, mentre la valutazione dell’80% della retribuzione di una partita Iva (per presumere sia «falsa») avverrà non più su un anno solare, ma su due. E, ancora, slitta di dodici mesi l’aumento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps (partite Iva e lavoratori a progetto), che resterà al 27% anche nel 2013.

A prevederlo l’emendamento in 10 punti, elaborato dai partiti di maggioranza (Pd, Pdl, Udc, Fli e Pt) alla riforma del mercato del lavoro, che verrà votato nell’ambito del decreto crescita (83 del 2012), dalla prossima settimana in aula a Montecitorio. Si tratta, riferiscono a ItaliaOggi i capigruppo di centrodestra e centrosinistra in XI commissione Nino Foti e Cesare Damiano del «recepimento dell’avviso comune sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Abbiamo aggiunto alcuni capitoli, su ammortizzatori sociali e flessibilità in uscita, che rispettano l’intesa con il governo, che ha portato al consiglio Ue di fine giugno il testo approvato, garantendo successive revisioni». Per ciò che riguarda l’Aspi (che sostituirà quanto non rientra nella cassa integrazione ordinaria, comprendendo indennità ed incentivi di mobilità, disoccupazione per apprendisti e sussidio una tantum per co.co.pro.) «tutti i termini di entrata in vigore della normativa di cui all’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono differiti di un anno»; inoltre, il ministro del welfare Elsa Fornero «entro il 30 ottobre 2013» effettuerà, di concerto con le parti sociali, «una ricognizione delle disposizioni differite e un monitoraggio del sistema di ammortizzatori sociali vigente, in relazione alla congiuntura economica e ai livelli occupazionali in essere, al fine di verificare eventuali ulteriori misure da assumere». Qualora, dunque, la crisi dovesse aggravarsi potrebbero essere decise nuove misure di sostegno al reddito.

A seguire, riassume Damiano, «si protegge chi è iscritto alla gestione separata dell’Inps, poiché nel caso in cui il datore di lavoro non versi i contributi, se ne farà carico l’istituto di previdenza sociale, come avviene per i dipendenti». Estratti, poi, dall’avviso comune, ritocchi sull’intervallo di tempo tra un contratto a termine e il successivo che viene affidato alla contrattazione tra le parti (ed eliminato del tutto per le attività stagionali), e l’estensione dell’assunzione degli apprendisti a tutti i settori. Prevista la possibilità di cumulo tra la cassa integrazione ed i voucher per prestazioni occasionali ed accessorie, nonché il ripristino della cigs per le aziende ammesse a procedure concorsuali se sussistono «prospettive di continuazione o ripresa dell’attività, e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione», e il non conteggio per i contratti a termine sino a 6 mesi sulla base del calcolo dell’organico per l’obbligo di assunzione degli invalidi. Cgil, Cisl, Uil e Confindustria puntano, infine, a facilitare i trasferimenti d’azienda (o di suoi rami) in caso di fallimento.

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