Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Riforma forense vicina

Inizia il countdown per la riforma forense. Tra oggi e domani, infatti, in coda alla legge di stabilità 2013, è in calendario in Aula al senato il disegno di legge di riordino dell’ordinamento forense per l’approvazione definitiva, che l’avvocatura attende da ottant’anni. Intanto, però, vengono al pettine i primi nodi applicativi, soprattutto riguardo la struttura del procedimento disciplinare.

Perché nel disegno di legge si fa riferimento a corpi normativi diversi: il codice di procedura penale nella fase davanti ai consigli distrettuali di disciplina da un lato, il codice civile per le fasi successive davanti al Cnf e alla Corte di cassazione dall’altro. Lo afferma l’ufficio studi del senato nella relazione al ddl n. 601-B, chiedendo appunto una riflessione in sede parlamentare sulla struttura complessiva del procedimento disciplinare. Ma non solo. Il documento interpreta anche l’articolo 5 che delega al governo in materia di società tra avvocati (si veda ItaliaOggi Sette del 17 dicembre), che, così come è formulato, non escluderebbe la presenza del socio di capitale. Ma vediamo il documento nel dettaglio.

Caos disciplinare.. Secondo l’ufficio studi del senato, un importante aspetto critico della struttura del procedimento disciplinare, «è quello relativo al rinvio, contenuto nella lettera n) del comma 1 dell’articolo 59, alle norme del codice di procedura penale per quanto non specificamente disciplinato dal medesimo articolo 59 in ordine alle norme procedurali da applicarsi davanti al consiglio distrettuale di disciplina. In proposito si rammenta», specifica il documento, «che invece davanti al Consiglio nazionale forense, anche quando lo stesso decide sui reclami avverso i provvedimenti disciplinari, si osservano le previsioni di cui agli articoli da 59 a 65 del Regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, applicando, se necessario, le norme e i principi del codice di procedura civile». L’articolo 36, inoltre, non richiama le disposizioni contenute nel Regio decreto relative al procedimento davanti alle sezioni unite della Corte di cassazione, che rappresenta l’ultimo grado di giudizio. «La mancanza di tale rinvio», si legge, «potrebbe suscitare incertezze nell’interprete, se non altro in considerazione del fatto che per il Consiglio nazionale forense invece il rinvio è presente. Ma a voler ritenere superabile questa incertezza interpretativa, la conseguenza è che anche davanti alle sezioni unite, ove non diversamente disposto, si osserverebbero le disposizioni sul procedimento davanti alla Corte di cassazione in materia civile. Le incertezze interpretative», conclude l’ufficio studi, «rendono conclusivamente auspicabile un ulteriore approfondimento dei profili in questione nel corso dell’esame parlamentare».

Le società. Il documento, poi, si sofferma sull’art. 5 che delega il governo in materia di società tra avvocati, tenendo conto di quanto previsto dall’articolo 10 della legge di stabilità 2012, che consente alla società tra professionisti di assumere anche la forma di società di capitali. Ma la lettera a) del comma 2 dell’articolo 5 della riforma forense prevede che i soci non possano che essere avvocati iscritti all’albo contrariamente allo stesso articolo 10, comma 4, lettera b).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa