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Riforma forense, ora si parte

La riforma forense è pronta ad approdare sulla Gazzetta Ufficiale. Con diverse novità, tra cui la riserva per l’attività di assistenza legale stragiudiziale e il tirocinio professionale a 18 mesi. Il ministro della giustizia Paola Severino, nella tarda serata di lunedì scorso, ha controfirmato la legge già firmata dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, che dunque adesso è pronta per la pubblicazione, che avverrà venerdì. La legge era stata approvata proprio sotto Natale in via definitiva dal Senato, che aveva così messo la parola fine a un iter durato quattro anni e mezzo. Tanto è passato, infatti, dal maggio 2008, quando la legge, scritta e voluta fortemente dall’avvocatura, è approdata a Palazzo Madama in prima lettura, per poi impantanarsi più volte sia al Senato sia alla Camera. A distanza di 80 anni dalla emanazione della legge che ha regolamentato fino a oggi l’ordinamento forense, gli avvocati hanno quindi il loro nuovo statuto, anche se (si veda la tabella in pagina) sono numerose le deleghe da attuare per dare piena attuazione alla legge. In sintesi, la legge si compone di 67 articoli. Si parte dalla disciplina dell’ordinamento forense e della professione di avvocato, dove si prevede, tra l’altro, la riserva per l’attività di assistenza legale stragiudiziale. Disciplinate poi le associazioni tra avvocati, che potranno essere anche multidisciplinari, mentre al governo spetterà il compito di emanare un dlgs che regolamenti le società tra avvocati. Dalle quali, però, sono esclusi i soci di puro capitale. Gli avvocati, inoltre, potranno acquisire il titolo di specialista, ma servirà un percorso formativo di due anni. È libera, poi, la pubblicità informativa, a patto che sia veritiera e non comparativa. L’avvocato dovrà dotarsi di copertura assicurativa, sia per la responsabilità civile, sia per gli infortuni. Il preventivo scritto, invece, è obbligatorio solo su richiesta del cliente, mentre i parametri saranno indicati dal ministero della giustizia con decreto su proposta del Cnf, ogni due anni. Per quanto riguarda il tirocinio professionale, esso dura 18 mesi, come previsto dal dl liberalizzazioni. Non determina l’instaurazione di rapporto di lavoro subordinato anche occasionale. Al praticante, è sempre dovuto il rimborso-spese, e, decorso il primo semestre di pratica, possono essere riconosciuti al tirocinante, con apposito contratto, un’indennità o un compenso per l’attività svolta. Il tirocinio consiste anche nella frequenza obbligatoria, per un periodo non inferiore a 18 mesi, di corsi di formazione di indirizzo professionale tenuti da ordini e associazioni forensi.

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