Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Riforma forense «blindata»

Parere negativo su tutti i 500 emendamenti depositati e la conseguente richiesta, alle opposizioni, di ritirarli per procedere a un'approvazione rapida della riforma forense. È quanto hanno chiesto ieri pomeriggio, in commissione Giustizia alla Camera, Roberto Cassinelli (Pdl), relatore del disegno di legge di riforma forense il Governo, tramite il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati.

Ma le opposizioni non arretrano. Quindi, il testo esce dalla commissione e sarà trattato direttamente in Aula a Montecitorio.

«Ho invitato le opposizioni – ha spiegato Cassinelli –, d'accordo con l'Esecutivo, ad accelerare i tempi ritirando in blocco tutti gli emendamenti. Gli avvocati attendono ormai questa riforma da troppi anni». Ma le opposizioni hanno fatto sapere che non se ne parla. «Così com'è – ha spiegato Francesca Ciluffo (Pd) – il testo contiene troppi elementi di regressione e soprattutto contrasta con lo stesso articolo 3 della manovra (il Dl 138/2011) in materia di tariffe e di deontologia. Le modifiche sono necessarie». Quindi, se ne riparlerà in emiciclo.

A sostegno della riforma (ma non solo) si muovono i penalisti che, a partire dal 14 novembre, hanno proclamato una settimana di astensione dalle udienze.

L'Unione delle camere penali, dando seguito a quanto stabilito nel recente congresso di Rimini, ha deliberato lo sciopero per denunciare «la gravità dell'attacco in corso alla funzione difensiva» e ricordare che il diritto alla difesa è «uno dei diritti primari della persona sanciti dalla Costituzione».

Poi le Camere penali tornano a chiedere l'immediata approvazione, «senza alcun ulteriore arretramento che finirebbe per neutralizzarne gli effetti», della riforma forense perchè «l'attacco al diritto di difesa è favorito anche dalla grave debolezza intrinseca che oggi connota la figura stessa dell'avvocato. Accesso alla professione fondato sul merito, effettività del controllo disciplinare e specializzazione sono l'unico serio incentivo – avvertono i penalisti – all'accesso alla professione dei giovani più meritevoli, cui l'attuale disciplina non offre alcuna reale prospettiva se non quella di un bracciantato professionale asservito al cliente, che finisce per scardinare anche il principio fondamentale dell'indipendenza del difensore».

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa