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Riforma fiscale, ma a puntate via alla fatturazione elettronica slittano catasto e soglie penali

E-fattura e e-scontrino al debutto in Consiglio dei ministri. Mentre slitta il varo della riforma del catasto, sarà esaminata la ridefinizione dell’abuso di diritto, ma le norme sulla depenalizzazione dei reati fiscali — oggetto di polemiche per il 3 per cento «Salva-Berlusconi» — arriveranno solo a giugno.

Fatture, ricevute e scontrini fiscali cartacei tra privati (verso lo Stato è già obbligatoria) andranno in soffitta a partire del 1° gennaio del 2017 su base volontaria: saranno sostituiti con supporti informatici, sul modello “cloud”, che permetteranno a professionisti e commercianti di scambiarsi fatture in entrata e uscita tra di loro, anche con il tablet, e all’Agenzia delle entrate di monitorare. Stesso sistema per gli scontrini digitali: sarà necessario un aggiornamento delle tecnologie e dei registratori di cassa che potrebbe essere favorito con un credito d’imposta di 100 euro. Per chi aderirà al sistema elettronico l’emissione cartacea sarà puramente facoltativa e scompariranno multe e sanzioni.
All’esame anche il dlgs sull’abuso di diritto: ma non conterrà le depenalizzazioni (art. 8 comma 1 della delega fiscale) e dunque nemmeno la norma che fissa al 3 per cento la soglia di non punibilità per gli evasori definita «salva-Berlusconi» oggetto di forti polemiche dopo il consiglio dei ministri della vigilia di Natale dello scorso anno.
Il tema è quello dell’elusione fiscale: molte aziende, soprattutto grandi, grazie ad uno slalom attraverso l’attuale normativa, riescono a pagare meno tasse pur rimanendo all’interno della piena legalità quando fanno fusioni o incorporazioni. Tuttavia non sempre l’intento è quello di aggirare le imposte: spesso esistono iniziative di carattere industriale, messe in campo per ristrutturare le partecipazioni aziendali o per riordinare la composizione del gruppo e su queste fattispecie regna l’incertezza.
La normativa sull’abuso di diritto risale ai primi anni Novanta, riguarda solo l’Iva e l’Ires e lascia oggi all’Agenzia delle entrate la massima discrezionalità nell’agire. Il criterio che attualmente viene considerato discriminante per valutare se c’è stata elusione o meno è quello dell’utile: se l’Agenzia verifica che, in conseguenza dell’operazione, i profitti non sono aumentati, ne deduce che l’operazione è stata fatta a soli fini fiscali ed elusivi. Può invece accadere che non ci siano utili nell’immediato ma che l’operazione abbia una rilevanza economica ed aziendale. Per questo motivo il decreto delegato, oltre ad estendere l’abuso di diritto a tutte le imposte, introdurrà il concetto di operazione «economicamente non marginale »: se l’operazione risponderà a questo criterio l’Agenzia non potrà procedere per elusione fiscale.
Governo al lavoro anche sulla fiscalità internazionale, dove sono in via di risoluzione alcuni problemi di copertura: il ruling internazionale dovrebbe stabilire un quadro regolatorio certo sul trattamento fiscale e sulle operazioni delle multinazionali contrastando l’elusione fiscale. Il provvedimento prevede norme per il trattamento delle aziende straniere che vogliono investire in Italia e quelle italiane che intendono spostarsi all’estero.
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