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Riforma dell’Opa, blitz al Senato

Dopo il caso Telefonica-Telecom, una mozione a sorpresa approvata ieri a maggioranza in Senato (primo firmatario Massimo Mucchetti, Pd) impegna il governo a introdurre una «seconda soglia» valida ai fini dell’Opa obbligatoria qualora sia accertato un «controllo di fatto». La Consob sarebbe demandata alle verifiche. Il governo ha ribadito le «criticità» già espresse dal Tesoro. Marco Fossati ha intanto chiesto la revoca del consiglio Telecom, il cui titolo è salito ancora in Borsa fino a 0,72 euro.
Servizi e analisiu pagine 37 e 38Laura Serafini
ROMA Sembra mettersi in moto il processo che dovrebbe portare alla modifica delle norme sull’Opa dopo il caso della cessione di Telecom a Telefonica. Il Senato ha approvato ieri a maggioranza una mozione che impegna il governo a istituire una seconda soglia di offerta pubblica obbligatoria e totalitaria, che possa essere inferiore a quella del 30 per cento ora esistente. Questa seconda soglia dovrà essere legata «all’accertata situazione del controllo di fatto». Una verifica che viene delegata alla Consob, per la quale la mozione approvata ieri prevede il rafforzamento dei «poteri di controllo nell’accertamento dell’esistenza di situazione di controllo di fatto da parte di soci singoli o in concerto tra loro». La mozione, il cui primo firmatario è il senatore Massimo Mucchetti, stabilisce che l’Esecutivo debba attivarsi per introdurre con la massima urgenza (in un primo momento era previsto un termine di 30 giorni, modificato su richiesta del governo), anche attraverso l’adozione di un apposito decreto-legge, le necessarie modifiche al Tuf, testo unico per la finanza varato nel 1998. Il governo ha dato parere favorevole alla mozione, anche se ritiene che permangano alcune «criticità» sull’introduzione di una seconda soglia Opa, come ha ribadito ieri ai senatori il sottosegretario per i rapporti con parlamento, Sabrina De Camillis. La seconda soglia «potrebbe presentare delle controindicazioni» come «rendere più incerto il mercato del controllo societario», ha spiegato il sottosegretario, oltre a presentare problemi interpretativi per l’Autorità di vigilanza e un alto rischio di impugnative. In verità a questo proposito nei giorni scorsi era intervenuto anche Salvatore Bragantini, ex commissario Consob, che in un’intervista a Radiocor ha ricordato come quel tipo di soglia in passato abbia originato esperienze negative. Introdurre una nuova soglia con l’accertamento Consob «è errato – ha detto – perché una legge di questo tipo c’era già, è stata un’esperienza negativa e per questo è stata superata». L’obiettivo dei parlamentari è evitare che il controllo di società quotate venga trasferito senza distribuire benefici anche ai soci di minoranza, come avvenuto sistematicamente in molte transazioni che hanno riguardato società italiane. La stessa Telecom in primis. E Bragantini ricorda come anche quando nel 2007 passò il controllo del gruppo telefonico da Olimpia a Telco si discusse se modificare la legge sull’Opa, ma poi non se ne fece nulla. Nonostante perplessità e controindicazioni non irrilevanti, comunque, la proposta è passata con 208 voti a favore, 44 astenuti e nessun voto contrario. La mozione approvata ieri, che evidentemente punta a mettere i bastoni tra le ruote a Telefonica nell’acquisizione del controllo di Telecom, non si ferma alle soglie dell’Opa. Il governo viene impegnato anche a completare l’adozione dei regolamenti per l’esercizio da parte dello Stato della golden rule nel caso di imprese di interesse strategico, in special modo quando sono coinvolte infrastrutture da cui dipende la sicurezza del Paese. A questo proposito il sottosegretario De Camillis ha ricordato che il consiglio dei ministri «ha avviato il complesso iter di definizione dei regolamenti» con l’esame preliminare di tre schemi di Dpcm: gli schemi «saranno trasmessi al parlamento e al Consiglio di Stato e, con riguardo al terzo schema, relativo alle modalità di attivazione dei poteri nell’energia, nei trasporti e nelle tlc, anche alle Authority di settore». De Camillis ha aggiunto che è in via di pubblicazione il decreto del presidente del Consiglio «che conferisce poteri speciali al Governo per esigenze della difesa e della sicurezza nazionale». Ieri è stata approvata, con 248 voti a favore, anche una mozione del Movimento 5 Stelle simile a quella unitaria nata nelle commissioni industria e lavori pubblici (che ha come primo firmatario Mucchetti). La proposta del Movimento 5 Stelle è stata approvata nei primi punti, mentre è stato respinto il passaggio che impegnava il governo «ad adottare in ogni caso tutte le misure finalizzate ad assicurare che l’infrastruttura di rete sia pubblica o comunque sotto il controllo pubblico».

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