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Riforma del lavoro: «Accordo entro 10-12 giorni»

di Davide Colombo

Il Governo segna un'altra croce sul calendario della concertazione e annuncia che la stretta s'avvicina per garantire all'Italia un riassetto del mercato del lavoro disegnato per garantire un calo del tasso di disoccupazione del 4-5 per cento. Ieri il ministro Elsa Fornero, nel corso del sesto incontro in «plenaria» convocato nella sede del ministero di via Flavia dopo lo stop dell'ultima settimana, ha detto che la riforma dev'essere approvata «tra il 21 e il 23 marzo» e che il nuovo sistema degli ammortizzatori sociali partirà gradualmente già da quest'anno per entrare a regime nel 2015, non più nel 2017.
A confermare la volontà forte di rispettare i tempi c'è già la data della prossima convocazione: sarà lunedì prossimo a palazzo Chigi e parteciperà anche il presidente del Consiglio, Mario Monti. Mentre oggi il ministro invierà due documenti alle parti sociali: il primo sulla razionalizzazione delle tipologie contrattuali e il secondo sulla nuova assicurazione sociale per l'impiego (Aspi; si veda l'altro articolo a pagina 2) che prenderà il posto di tutte le forme di sussidio diverse dalla cassa integrazione e che sarà allargata anche ai contratti a termine della Pa. Sempre nei prossimi giorni seguiranno poi nuovi incontri bilaterali tra il ministro e le parti sulla «flessibilità in uscita», ossia le possibili modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
L'altra notizia della giornata riguarda il «nodo risorse». Per finanziare il passaggio al nuovo sistema degli ammortizzatori sociali il Governo sta cercando fonti di copertura strutturale che tuttavia, ha tenuto a sottolineare Elsa Fornero, non arriveranno né dal fondo sociale né da altri capitoli del Welfare. Insomma non si potranno utilizzare i risparmi generati dalla riforma delle pensioni.
Il Governo – ha confermato con toni fermi il ministro del Lavoro – continua a procedere con l'obiettivo di arrivare a un accordo pieno con le parti sociali. Ma proprio lo schema illustrato per i nuovi ammortizzatori e la tempistica della sua implementazione preoccupano sia i sindacati sia Confindustria e Reti Imprese Italia, accomunati dai timori per i tempi stretti di un passaggio da gestire nel pieno della recessione e per la mancanza di garanzie sulle risorse. Nelle dichiarazioni raccolte al termine del lungo incontro è stata tuttavia esclusa l'eventualità di un accordo separato: non è interesse di nessuno, ha detto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Mentre Susanna Camusso (Cgil) ha aggiunto: «Non ne vedo aria, vedo una trattativa difficile» che «stiamo facendo e continueremo a fare».
L'altro tema affrontato nella lunga presentazione al tavolo della trattativa di ieri riguarda poi le forme contrattuali di ingresso. Elsa Fornero ha confermato la sua impostazione escludendo l'arrivo di un «contratto unico» o dominante. Resta l'intenzione di sostenere l'apprendistato come contratto tipico d'ingresso, e per questo il Governo seguirà molto da vicino la trattativa in corso con le Regioni che giovedì prossimo, in Conferenza permanente dovrebbe approvare lo schema di accordo per la regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per la qualifica e professionale, l'apprendistato professionalizzante e quello di alta formazione e ricerca.
Tutte le altre forme contrattuali esistenti verranno razionalizzate e sottoposte a una più stretta verifica ma nessuna verrà cancellata. Secondo Elsa Fornero ogni forma di flessibilità introdotta con le ultime riforme, dal «pacchetto Treu» alla «legge Biagi» ha la sua peculiarità e la sua ragion d'essere, compresi i contestati contratti in partecipazione, il lavoro in somministrazione e le partite Iva. Si tratta di vigilare di più sul loro utilizzo, magari anche con schemi di incentivazione-disincentivazione attivabili con l'aumento dei contributi obbligatori.
Domani i sindacati del pubblico impiego sono stati convocati a un altro tavolo, quello aperto dal ministro della Pa e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, per discutere del riordino dei contratti e l'attuazione della mobilità. Un incontro che, a questo punto, è destinato ad allargarsi anche alle nuove forme di sussidio annunciate da Elsa Fornero che dovranno riguardare anche i contratti a termine delle amministrazioni dello Stato e degli enti locali. All'incontro parteciperanno anche rappresentanti dell'Anci, dell'Upi e della Regioni.

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