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Riforma del fisco: prioritario intervento su tax expenditures

Economia non osservata ed evasione fiscale, fisco e privacy, leva fiscale come strumento per il rilancio degli investimenti nell’economia reale, cashless e lotta ai contanti e prospettive di una riforma fiscale in Italia sono alcuni dei temi trattati nel 33° rapporto Italia Eurispes 2021.

Con riferimento alla riforma fiscale in Italia, ne è stata evidenziata la sua necessità, e, a prescindere dal modello che si riterrà più idoneo, l’importanza di mettere mano al sistema delle tax expenditures. Nell’evidenziare l’iniquità del sistema attuale Eurispes ha affermato come, ai fini Irpef, un lavoratore medio rientra nella fascia ricca dei contribuenti, non lontano da un manager, ad esempio. Infatti, prendendo ad esempio la busta paga di un lavoratore medio italiano, che ammonta a circa 29,380 euro, Eurispes sottolinea che tale soggetto «è collocato nel terzo scaglione Irpef colpito da un’aliquota marginale del 38%». Dall’altro lato, denuncia Eurispes «un’azionista di una grande azienda può guadagnare milioni grazie ai dividendi ricevuti e pagare un’imposta con un’aliquota fissa del 26%, inferiore a quella pagata da un lavoratore medio con uno stipendio fisso di mille euro al mese lordi».

Il rapporto afferma che, in alternativa al modello tedesco, è stata sostenuta da parte della dottrina l’opportunità di un ricorso alla riduzione delle aliquote. In questo caso, continua il rapporto, si tratterebbe di un «sistema con solo tre aliquote, ma con un maxi-scaglione nella parte centrale». Riportando i dati delle simulazioni effettuate per testare il costo di questa ipotesi, il rapporto evidenzia che la perdita di gettito per lo stato sarebbe di 9 miliardi di euro il primo anno e poi, a regime, aumenterebbe fino a 12 miliardi di euro. In merito agli effetti sui contribuenti il rapporto evidenzia che essi sarebbero rilevanti, infatti «ogni mille euro di reddito oltre i 28 mila euro, si risparmierebbero circa 110 euro. Oltre i 55 mila euro, per ogni mille euro aggiuntivi dichiarati, il risparmio salirebbe a 140 euro. Ciò comporterebbe, quindi, con un reddito di 40 mila euro, un risparmio di 1.320 euro l’anno. A 50 mila euro i risparmi salirebbero a 2.430 euro l’anno, e a 60 mila euro si raggiungerebbero i 3.500 euro di minori tasse.»

Sul tema privacy e fisco, il rapporto Eurispes ha sottolineato che «Il fisco sta mettendo a punto un algoritmo che possa consentire di individuare presunti schemi elusivi», nello specifico si tratta di un algoritmo di network analysis in grado di mettere in relazione dati di determinate categorie di contribuenti». Il rapporto definisce l’intelligenza artificiale come «la nuova frontiera», evidenziando però che è chiaro che questo sistema non è una scienza esatta. Tuttavia, secondo Eurispes, «l’Agenzia delle entrate con questo potente mezzo tecnologico ha comunque l’intenzione di estrarre liste per i controlli anche prima della presentazione della dichiarazione dei redditi, implementando così l’altra carta che dovrebbe servire a sconfiggere l’evasione fiscale nel nostro paese: la compliance». Il rapporto Eurispes ha poi fatto leva sulla differenza nella profilazione da parte del fisco e quella delle multinazionali, evidenziando come «molte Amministrazioni pubbliche, e non solo quella italiana, stanno cercando di utilizzare i dati con un approccio simile a quello delle grandi società commerciali: intelligenza artificiale, cognitive computing, analisi avanzata dei dati, tecniche di data mining ecc. Google, Amazon e Facebook usano i nostri dati, senza che noi ce ne preoccupiamo» continua il rapporto, «particolarmente e con modalità che al Fisco, per un’attività di rilevante interesse pubblico, vengono puntualmente contestate.»

Il rapporto è anche intervenuto sul tema «cashless e lotta ai contanti», esprimendosi sul piano Italia cashless che prevede incentivi per i pagamenti elettronici e la partenza della lotteria degli scontrini, con cui «si è cercato di aumentare i pagamenti elettronici. È evidente che l’obiettivo è quello di contrastare l’evasione fiscale, facendo passare le transazioni attraverso canali tracciabili che consentano all’autorità fiscale di monitorare i flussi di denaro e analizzare quelli più sospetti», ma, prosegue Eurispes, «la misura di incentivare i pagamenti elettronici andrebbe accompagnata dall’ eliminazione o quantomeno riduzione delle commissioni che i commercianti pagano agli istituti di credito per ogni singola transazione tramite Pos».

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