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Riforma del condominio verso il sì

di Saverio Fossati

Nel varco spaziotemporale apertosi al Parlamento con la messa sotto scacco del governo si è introdotta con insperata facilità la discussione in Senato del ddl As71: la riforma del condominio. Che ieri è stato votata sino all'ultimo articolo. Il voto finale è previsto per oggi, poi passerà alla Camera.

Si conclude così, almeno al primo step, una vicenda a dir poco tormentata, che nel 2008 era stata travolta dai veti incrociati di fine legislatura. «Ce l'abbiamo fatta – dice il tenace relatore, Franco Mugnai – e ora speriamo che, forte di questa approvazione quasi unanime la norma passi alla Camera senza modifiche. In ogni caso avrebbe una corsia preferenziale al Senato in caso di modifiche a Montecitorio».

La struttura della riforma (si veda anche Il Sole 24 Ore di ieri) prevede un rafforzamento del ruolo dell'amministratore ma anche un maggiore esercizio dei poteri di controllo da parte dei condomini sul suo operato, e un maggiore dinamismo nella gestione dei crediti e delle proprietà comuni.

Nel dibattito in aula si è riproposta la questione della personalità giuridica del condominio, già discussa (e bocciata) alla commissione Giustizia. E che non è passata neppure a Palazzo Madama. Agli articoli 2, 9, 10, 13, 26 e 27 sono state aggiunte precisazioni non rilevanti, gli altri articoli sono passati senza modifiche. Si può quindi dire che il testo ha passato l'esame e che da oggi l'iter potrebbe essere in discesa, se alla Camera il disegno di legge non si scontrerà con altri partigiani della responsabilità giuridica, di fatto, l'unica questione che impedisce l'approvazione unanime della norma.

Tra i punti centrali del testo, ha sottolineato Mugnai, c'è «il superamento, a certe particolari condizioni, del criterio dell'unanimità per una migliore tutela degli interessi condominiali e consentire così di evitare l'immobilità, magari per procedere alla vendita dell'ex alloggio del portiere». Inoltre, ha detto il relatore, «si prevedono maggiori responsabilità per l'amministratore che avrà anche più poteri, tra cui quello, ai fini della sicurezza condominiale, di verifica degli impianti che operano a servizio delle proprietà individuali. Pensiamo – spiega Mugnai – a quanti dimenticano di controllare la funzionalità della caldaia».

Tra le norme va evidenziato anche l'obbligo per gli amministratori di iscriversi a un elenco presso le Camere di Commercio, nel quale chiunque potrà rilevare i condominii amministrati, anche nel passato. Il registro avrà una tale importanza che in caso di mancata iscrizione o di omessa o inesatta comunicazione dei dati l'attività svolta nei condominii non darà diritto al compenso, e chi non si mette subito in regola non potrà iscriversi per cinque anni di fila. Meno severità è prevista solo per chi amministra direttamente il condominio di cui è condòmino, e purché questo non abbia più di venti condòmini. Comunque non può essere iscritto all'elenco chi è stato condannato alla reclusione per delitti contro il patrimonio, soprattutto se commesso nell'esercizio dell'attività di amministratore.

Importanti anche le modifiche alle maggioranze per gli interventi di risparmio energetico: sono state chiarite, uniformate e rese più semplici da raggiungere. Tutti gli interventi, anche l'installazione dei contabilizzatori di calore, potranno essere decisi dalla maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresenti almeno un terzo dei millesimi.

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