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Riforma del condominio, occhio a tutte le novità

La legge di riforma del condominio (in vigore dallo scorso 18 giugno) interviene su diversi aspetti della vita condominiale. In particolare: modifica le maggioranze per deliberare (che quindi, devono trovare da subito applicazione in tutte le assemblee) introducendo anche specifiche ipotesi prima non disciplinate quali, per esempio, la videosorveglianza; stabilisce che le deleghe per partecipare all’assemblea debbano essere in forma scritta, non possano essere attribuite all’amministratore e che, se i condomini sono più di 20, il delegato non possa rappresentare più di un quinto dei condomini e dei millesimi.

La riforma del condominio sancisce anche che il diritto di accedere alla documentazione condominiale, con la conseguenza che i condomini potranno prendere visione dei giustificativi di spesa ed estrarne copia. La nuova legge prevede altresì, in caso di opere di manutenzione straordinaria o innovazioni, la costituzione di un fondo obbligatorio di importo pari all’ammontare dei lavori. Con riferimento a quest’ultimo punto, deve peraltro segnalare come possa ritenersi rispettata la previsione costituendo il fondo in questione per gradi, in relazione allo stato di avanzamento dei lavori, laddove ciò, beninteso, trovi riscontro nelle modalità di pagamento previste nel contratto sottoscritto con l’impresa che esegue le opere.

In questo modo non occorre precostituire l’intera provvista prima di dare avvio ai lavori (ma solo quella relativa al primo pagamento contrattuale previsto) e così via per i successivi stati di avanzamento, con il duplice, positivo, effetto, da un lato, di facilitare l’applicazione della norma e, dall’altro, di garantire comunque il puntuale pagamento di quanto dovuto. Ad avviso dell’ufficio legale della Confedilizia, la norma sulla costituzione del fondo non si applica, poi, ai lavori deliberati prima del 18 giugno, anche se iniziati dopo. In ogni caso, la Confedilizia fa presente che la delibera che approvi le opere di manutenzione straordinaria o le innovazioni senza la costituzione del fondo, ovvero in mancanza, del contratto di appalto, di una previsione che consenta la suddetta costituzione frazionata del fondo, è da ritenersi annullabile (e non nulla), e quindi impugnabile solo entro un breve termine (30 giorni). La disposizione che disciplina il fondo, osserva, infine, Confedilizia, è norma derogabile da un regolamento approvato da tutti i condomini.

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