Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Riforma del catasto, si parte

Si parte. All’indomani del tavolo di confronto organizzato lo scorso 11 dicembre a Roma dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati e Rete delle professioni tecniche sul tema «Riforma del catasto», la sensazione è che si stia davvero passando dal «dire» al «fare», a beneficio dei cittadini, dei contribuenti e dell’intero Sistema Paese.

L’accelerazione impressa dal Governo con l’approvazione definitiva del decreto legislativo sulla riorganizzazione delle commissioni censuarie ha provocato uno scatto in avanti nell’operatività di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti in un processo autenticamente epocale, i cui rappresentanti si sono riuniti nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia: Rossella Orlandi e Gabriella Alemanno (Agenzia delle entrate), Armando Zambrato (Rpt), Maurizio D’Errico (Consiglio nazionale notariato), Angelo Peppetti (Abi), Fabio Picciolini (Adiconsum), Alessandro Cattaneo (Anci), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia).

Il confronto, particolarmente utile perché animato da portatori d’interessi diversi e talvolta contrapposti, ha reso evidente un primo risultato: lungi dall’essere giunta al termine, la discussione in merito alle procedure di avvio della riforma catastale ha segnato un nuovo punto di partenza con la presentazione pubblica della «Proposta metodologica per la revisione degli estimi dei fabbricati» che il CNGeGL mette a disposizione degli interlocutori istituzionali, in primis l’Agenzia delle Entrate, presente all’incontro con i suoi vertici, a cominciare dal direttore Rossella Orlandi. «La sua presenza» ha commentato Maurizio Savoncelli, presidente del CNGeGL e promotore dell’evento «è un segnale di attenzione verso la categoria dei geometri e, più in generale, verso tutti i professionisti di area tecnica.

Una gradita testimonianza di continuità con il passato che ha sempre visto i due soggetti uniti da una forte collaborazione». Con lui ripercorriamo i topic dell’evento: stato dell’arte, logiche operative, approcci metodologici, prospettive.

Domanda. Presidente Savoncelli, il comune denominatore di una discussione ampia in merito alla riforma del catasto è stato l’aggettivo «epocale»: è così? E soprattutto: esistono davvero le condizioni per attuarla?

Risposta. La riforma del catasto dei fabbricati è sicuramente un appuntamento storico e ineludibile, che chiama tutti a una grande responsabilità. Una responsabilità talmente grande che per condurre ai risultati auspicati deve essere condivisa tra gli attori principali che sono, a mio avviso, l’Agenzia delle entrate, i comuni e i professionisti che vantano competenze specifiche in ambito estimativo e catastale. In passato, tale condivisione ha dato risultati importanti: basti pensare alla sinergia registrata in occasione della riforma del catasto dei terreni così come indicata dalla circolare 2/88. Oggi, dopo essere passati attraverso Isi, Ici, Imu e Tasi e con una pressione del fisco immobiliare che sfiora il 40%, l’imperativo non è più recuperare tale sinergia ma farla crescere in maniera esponenziale attraverso la valorizzazione di due elementi: il catasto e le professionalità tecniche, eccellenze italiane riconosciute come tali in tutto il mondo. L’utilizzo ottimale di queste risorse consentirà da un lato di soddisfare le aspettative di quanti credono nella bontà della riforma, dall’altro di ridimensionare le preoccupazioni, comunque legittime, di quanti temono che un aumento delle rendite catastali rechi con sé un aumento del prelievo fiscale, stabilendo una correlazione arbitraria tra la corretta definizione della base imponibile (responsabilità tecnica) e l’applicazione dell’aliquota (responsabilità politica), condizionata peraltro dall’invarianza di gettito di cui all’articolo 2 della legge delega.

D. Soffermiamoci sulle responsabilità tecniche. In che maniera i geometri ritengono di poter contribuire alla definizione di una base imponibile corretta?

R. Lo spieghiamo nel documento «Proposta metodologica per la revisione degli estimi catastali» illustrato dal vice presidente Antonio Benvenuti nel corso del tavolo di confronto: sostituendo l’ampia discrezionalità inerente l’interpretazione e la stima delle rendite catastali con un sistema di valutazione uniforme per la stima del valore patrimoniale e della rendita degli immobili ai fini catastali. Le basi di questa valutazione, basata sull’impiego di una funzione estimativo-statistica, sono il valore di mercato per il valore patrimoniale e il canone di mercato per la rendita; il risultato che attraverso di essa intendiamo raggiungere è la costruzione di una banca dati dinamica, capace di aggiornarsi automaticamente e in tempo reale in base alle variazioni dei valori di mercato e delle rendite.

D. Ritiene sia questa la via per ricondurre il sistema della tassazione immobiliare sui binari dell’equità?

R. Per far sì che l’attività estimativa produca per intero i suoi effetti sociali, occorre il verificarsi di altre due condizioni: operare la stima del patrimonio immobiliare italiano «sul campo», prevedendo l’accertamento di tutti gli immobili; sensibilizzare il contribuente ad essere parte attiva del processo di revisione del classamento, divenendo il destinatario di misure fiscali premianti nel momento in cui chiede, di propria iniziativa, l’ausilio di un professionista tecnico per verificare l’effettiva necessità di variazione catastale. Un segnale di discontinuità rispetto alle logiche punitive del passato e un passo avanti nella direzione del «fisco amico» auspicato nella Delega fiscale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa