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«Riforma dei Trattati e controllo sui bilanci per difendere l’euro»

di Ivo Caizzi

STRASBURGO — Il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno cooptato il premier Mario Monti nella gestione della crisi dell'eurozona, finora monopolizzata dall'asse franco-tedesco e rallentata dalle loro profonde divisioni. Al termine del pranzo dei tre leader nella prefettura di Strasburgo, città simbolo della riconciliazione franco-tedesca nel dopoguerra, Sarkozy ha affermato che Francia, Germania e Italia sono «consapevoli della gravità della situazione» e «determinate a lavorare nella stessa direzione per difendere l'euro».
Dall'incontro è emersa sintonia tra Parigi e Berlino nel garantire appoggio al governo tecnico di Monti, che ha promesso di risanare i conti pubblici e rilanciare la crescita in Italia in modo «vigoroso» e «in termini serrati». È rimasta invece netta l'opposizione di Berlino alle richieste francesi, sia per un maggiore coinvolgimento della Banca centrale europea (Bce) negli acquisti di titoli degli Stati sotto attacco della speculazione, sia per far emettere eurobond.
Un mini compromesso ha evitato la frattura garantendo l'indipendenza assoluta dell'istituzione guidata da Mario Draghi. È stato poi annunciato il progetto tedesco di «unione fiscale», con il rafforzamento del controllo delle politiche di bilancio nell'eurozona. Dovrebbe essere lanciato nel summit dei capi di governo a Bruxelles del 9 dicembre prossimo. Sarkozy lo appoggerebbe in cambio di un'apertura della Merkel sugli eurobond. Il presidente francese e la cancelliera tedesca hanno dichiarato di volersi recare presto a Roma per continuare il dialogo iniziato a Strasburgo con il premier italiano.
Monti ha detto di aver illustrato il suo programma confermando «l'obiettivo di un pareggio di bilancio nel 2013 in modo sostenibile» e che «una crescita non inflazionistica significa riforme strutturali». Ha ammesso i problemi dell'enorme debito italiano e ha stimato nel 5,7% l'avanzo primario nel 2014. Ha ricordato la sua disponibilità a contribuire alla ridefinizione degli obiettivi di bilancio dei Paesi dell'eurozona «se si entra in una fase recessiva».
Monti ha appoggiato il progetto della Merkel di rafforzare il controllo comune sulle politiche di bilancio nazionali, che prevede una modifica dei Trattati e che porterebbe all'Italia e agli altri Paesi con i conti pubblici in difficoltà il rischio di «commissariamento» e di sanzioni automatiche. Secondo il premier italiano, l'unione fiscale aprirebbe la possibilità di introdurre gli eurobond «sdrammatizzando» questo strumento, respinto dalla cancelliera in modo inequivocabile anche a Strasburgo. Ma, durante il pranzo a tre, l'irritazione di Sarkozy sarebbe montata soprattutto sul ruolo della Bce. Fonti dell'Eliseo e italiane hanno poi fatto trapelare soddisfazione per il compromesso. La Francia ritira la richiesta di una Bce più coinvolta negli interventi antispeculazione. Berlino si impegna a non fare pressioni e dichiarazioni per frenare l'istituzione di Draghi negli acquisti di titoli di Stato, orientati a ridurre i costi di indebitamento dei Paesi a rischio di insolvenza. Sarkozy ha ufficializzato che con Merkel e Monti si è deciso di «astenersi dal rivolgere richieste, positive e negative, e dal dare disposizioni» alla Bce.
 

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