Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Riforma banche, nessun impatto sull’Italia»

«Non ci sarà nessun impatto per le banche italiane perchè nessuna arriva al 25%». Il presidente di Banca Mps Alessandro Profumo ha risposto così ieri, durante un convegno all’Università Bocconi di Milano, a chi gli chiedeva quale impatto avrà la proposta di riforme strutturali nel settore bancario elaborata da un gruppo di esperti guidati dal governatore della banca di Finlandia, Erkii Liikanen. In particolare, Profumo ha fatto riferimento alla parte della riforma in cui si prevede che se le attività di trading superano il 25% degli attivi di una banca scatti la separazione da quelle di banca commerciale. «Per le banche italiane – ha aggiungto Profumo – è fondamentale che questo processo vada avanti perchè tutte soffrono di un problema di reputazione. E tutto quello che contribuisce ad una migliore reputazione del sistema è fondamentale». Ma perchè la nuova proposta di normativa diventi efficace, così come le molte altre tese a migliorare gli assetti del banking europeo, Profumo è tornato a ribadire come sia decisiva la nascita di un Unione Bancaria Europea. «Si tratta di un passo fondamentale – ha detto il banchiere – così come lo è stata Basilea 2 che rappresenta uno strumento fondamentale di crescita nella gestione dei rischi delle banche. Tornare indietro sarebbe pericolosissimo». Se è d’accorsdo sull’impianto generale della proposta della riforma che punta a separare trading da retail, Profumo mette però in guardia da alcuni rischi. «Ci sono problemi molto complessi – ha dichiarato – bisogna fare attenzione a non uccidere i fornitori di liquidità al mercato». E nel dibattito che ha riguardato le modifiche della governance nelle banche, il presidente di Mps ha detto di non condividere l’idea che «il chief risk officer riporti al consiglio di amministrazione e non al Ceo. Il board definisce il profilo di rischio dell’azienda ma il chief risk officer deve essere alle dipendenze del Ceo. Non essendo più amministratore delegato posso dirlo con chiarezza».
Quanto alla situazione contingente delle banche italiane, e in particolare sul tema della liquidità, Profumo ha detto che gli istituti domestici devono trovare una soluzione «per chiudere il funding gap» tra impieghi e depositi in vista del rimborso tra due anni dei finanziamenti agevolati ricevuti dalla Bce: «se tra due anni andremo a restituire i soldi alla Bce, si creerà un credit crunch che la crescita ce la sogniamo per lungo tempo». In particolare «gli istituti italiani hanno un loans-to-deposit ratio sensibilmente superiore a 100. Fino a qualche mese fa la parte eccedente (il 28%) era coperta dagli investitori istituzionali che compravano passività del sistema bancario italiano. Ora non lo fanno più per il fatto che siamo un Paese periferico».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa