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Riflettori su Sia-Nexi per creare un campione italiano in Europa

MILANO

Ora i riflettori,in Italia, sono puntati su Nexi e Sia. Non è un caso che l’accordo tra Worldline-Ingenico che darà vita al quarto operatore globale nei sistemi di pagamento, abbia spinto ieri le azioni di Nexi a Milano, che hanno alla fine chiuso con un rialzo del 4,6 per cento.

Di sicuro, dopo la mega-fusione francese nulla sarà più come prima, anche nel settore fintech italiano. Il matrimonio transalpino dimostra infatti, se c’era bisogno di una conferma, che il settore dei pagamenti europeo procede a grandi passi verso un consolidamento.

Chi non si muove ora, rischia dunque di diventare una preda in futuro. Il discorso vale per Nexi e Sia. Entrambe sono leader in Italia ma troppo piccole per competere a livello europeo: ma, unite, farebbero nascere un campione italiano in grado di crescere anche all’estero.

Ora resta da capire quali saranno le prossime mosse. Proprio Sia in questi giorni sta scegliendo la banca advisor finanziario per la quotazione (tra Lazard, Evercore e Rotschild) e nei prossimi giorni partirà la gara per la scelta dello studio legale.

Nel prossimo consiglio di amministrazione di Sia, previsto la prossima settimana, verranno definiti i nomi dei consulenti e quindi partirà formalmente il processo di sbarco a Piazza Affari.

Ma c’è da chiedersi se questa strategia non possa venire superata dagli eventi. L’operazione francese Worldline-Ingenico spinge verso il consolidamento.

Proprio Worldline era data come uno dei possibili partner di Sia: ma l’acquisizione di Ingenico, toglie il colosso francese dei pagamenti dal novero dei candidati. Resta ovviamente per Sia il matrimonio con Nexi. La Cassa Depositi e Prestiti ha ripreso negli ultimi mesi a parlarsi con i fondi di private equity azionisti di Nexi (cioè Bain Capital, Advent e Clessidra) e al lavoro sono gli advisor: Jp Morgan per la Cdp e un piccolo plotone di banche (tra cui Bofa Merrill Lynch) per i fondi. Al momento sono colloqui embrionali, ma è prevedibile che possano accelerare.

Ovvio che il vero problema da risolvere è la struttura dell’operazione e la governance successiva. Nexi, da quotata, vale più di Sia. Ma Cdp non è disposta a stare in minoranza e vuole il controllo del campione italiano che potrebbe nascere dalla fusione.

I fondi, da parte loro, hanno iniziato la loro uscita da Nexi, come dimostra il recente collocamento di una quota e la vendita di una partecipazione di quasi il 10% a Intesa Sanpaolo.

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