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Rifiuti, l’Italia esegue l’upgrade

Entreranno in vigore già il prossimo 4 settembre le nuove norme su gestione di rifiuti elettronici, riciclo di pile a fine vita e risarcimento del danno ambientale. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto (la n. 194) della «Legge europea 2013» (legge 97/13), parte a stretto giro l’upgrade delle regole nazionali alle ultime norme ambientali, aggiornamento che sarà seguito nel medio termine da quello previsto dalla parallela «Legge di delegazione europea 2013» (n. 96/13, stessa G.U. e data di vigenza) che farà entrare nell’ordinamento italiano tramite futuri decreti governativi la nuova disciplina comunitaria sul controllo di emissioni e incidenti industriali a elevato impatto ambientale.

Rifiuti elettronici.

La «Legge europea 2013» allarga l’attuale disciplina sui Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) prevista dal dlgs 151/2005 a tutti gli elettrodomestici di grandi dimensioni, ai condizionatori d’aria, ai test di fecondazione. Il tutto prevedendo, però, una parallela espansione delle attuali regole ex decreto ministeriale 65/2010 sulla gestione semplificata dei Raee, garantendo a venditori di nuove Aee maggiori volumi di rifiuti depositabili e trasportabili in regime burocratico «light». Ancora, la realizzazione e la gestione dei centri di raccolta dei rifiuti sarà possibile anche in base alle sole regole generali ex dlgs 152/2006 in luogo di quelle specifiche ex dm 8 aprile 2008.

Riciclaggio pile. Sempre con l’operatività della Legge europea 2013 scatterà la spinta su riciclo di pile ed accumulatori a fine vita: con la riscrittura del dlgs 188/2008 da un lato si prevede la possibilità del loro trattamento fuori dal territorio nazionale o comunitario (purché nel rispetto del regolamento Ce n. 1013/2006 sul trasporto internazionale di rifiuti), dall’altro si limita il conferimento in discarica ai soli residui sottoposti a preventivo riciclaggio.

Danno ambientale. Con l’entrata in vigore della Legge europea 2013, scatterà anche la nuova disciplina sul danno ambientale: in base al riformulato dlgs 152/2006 si avrà per chi svolge attività ad alto rischio una «presunzione» di responsabilità basata sul semplice nesso di causalità tra condotta e danno cagionato, così come la persistenza dell’obbligo di ripristino ambientale in luogo del semplice risarcimento per equivalente patrimoniale anche in caso di avviata bonifica dei luoghi inquinati.

La Legge di delegazione europea. Come accennato in apertura, ulteriori regole verdi comunitarie arriveranno per il tramite dei decreti legislativi previsti dalla seconda delle «Leggi europee». Tramite l’attuazione delle ultime direttive Ue entreranno infatti nell’ordinamento nazionale: l’obbligo per i venditori di nuove apparecchiature elettriche («Aee») di ritirare l’usato del consumatore anche senza acquisto di prodotto equivalente; l’espansione della disciplina sulle emissioni industriali (c.d. «Ippc») mediante applicazione delle regole a nuove tipologie di impianti; l’allargamento della disciplina sul controllo degli incidenti industriali rilevanti mediante inclusione di 14 nuove sostanze nell’elenco di quelle che fanno scattare obblighi di prevenzione.

Le altre novità ambientali. Quelle previste dalle «Leggi europee» sono solo le ultime delle numerose novità che hanno nel mese in corso interessato la gestione dei rifiuti. Ricordiamo innanzitutto che il Minambiente ha con circolare 6 agosto 2013 di fatto bandito lo smaltimento in discarica dei rifiuti «tal quali».

Incalzato dalla procedura di infrazione avviata dall’Ue per violazione delle norme comunitarie sul trattamento dei rifiuti, il dicastero ha infatti stabilito che la semplice tritovagliatura dei rifiuti non soddisfa gli standard di trattamento imposti dal dlgs 36/2003 (attuativo della direttiva 1999/31/Ce) per il loro conferimento in discarica.

Per il ministero, il trattamento preventivo deve normalmente includere un’adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la stabilizzazione della frazione organica.

Altra novità d’agosto è l’istituzione delle nuove liste prefettizie previste dalla legge 190/2012 cui fornitori e prestatori di servizi nel settore dei rifiuti non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa possono iscriversi.

Con l’entrata in vigore il 14 agosto 2013 del dpcm 18 aprile 2013 (adottato in attuazione della citata legge e pubblicato sulla G.U. del 15 luglio 2013) le imprese di trasporto di materiali in discarica, di trasporto e smaltimento di rifiuti, di estrazione, fornitura e movimentazione di terra e materiali inerti «mafia free» possono chiedere alla prefettura competente per territorio l’inserimento negli elenchi pubblici che certificano la loro estraneità a fenomeni di criminalità organizzata. In tal modo ottenendo (oltre ad un considerevole ritorno di immagine) una notevole semplificazione a livello burocratico, poiché con l’iscrizione nelle «White list» (all’esito di un severo controllo preventivo degli enti pubblici citati) per dette imprese saranno considerati già soddisfatti gli obblighi previsti dalla normativa sulla cosiddetta «informativa antimafia» ex dpr 252/1998, obblighi normalmente coincidenti con l’acquisizione della certificazione di estraneità a fenomeni di criminalità organizzata da parte degli enti pubblici che con loro stipulano contratti di fornitura.

Infine, con l’entrata in vigore della legge di conversione del «dl Fare» (legge 98/2013), dal 21 agosto 2013 ha assunto maggior chiarezza la disciplina che le imprese devono, in base alla loro natura, seguire per gestire come sottoprodotti le terre e rocce da scavo (si veda l’articolo pubblicato a pagina 19).

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