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Rientro capitali pro compliance

Voluntary disclosure trampolino di lancio per aumentare il livello di compliance. La procedura di collaborazione volontaria, infatti, potrà raggiungere i risultati sperati solo se riuscirà contemporaneamente a far riemergere i capitali esteri non dichiarati e a stimolare la compliance con riguardo ai futuri adempimenti fiscali.

Allo stesso modo, poi, potrà agire anche la disposizione sull’autoriciclaggio. Questa, infatti, potrà avere un forte effetto dissuasivo. A sottolinearlo, il direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi, nel corso del primo ciclo di audizioni che si è svolto in commissione finanze al senato in merito al ddl sul rientro dei capitali. L’esame preliminare del testo si concluderà tra martedì e mercoledì della prossima settimana a seguito della conclusione del secondo ciclo di audizioni a cui prenderanno parte Bankitalia e alcuni esperti di diritto penale.

Rientro dei capitali, quindi, come opportunità per incrementare il livello di compliance e migliorare il rapporto tra contribuenti e fisco. «Il ddl rivolgendosi a contribuenti che in passato hanno disatteso il patto fiscale con lo stato», ha spiegato nel corso dell’audizione il direttore Orlandi, «richiede al contribuente ponderate riflessioni in ordine alla costruzione di un nuovo rapporto di fiducia e uscita dall’illegalità fiscale, considerato soprattutto che l’Agenzia ha la ferma intenzione di impegnarsi nella maggiore valorizzazione delle informazioni disponibili, nonché nel potenziamento dello scambio dei dati tra stati relativo alle attività estere». L’obiettivo, quindi, non è solo quello di fare gettito ma anche e soprattutto di tracciare un percorso per il ripristino della legalità fiscale. «La procedura da un lato agevola il rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero e dall’altro lato chiede l’integrale versamento delle somme dovute all’erario correlate ai capitali occultati e a quelli connessi ai redditi sottratti a tassazione in Italia e deve riguardare tutti i periodi di imposta per i quali, alla data della richiesta, non siano scaduti i termini per l’accertamento o per la contestazione delle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale. Così come è strutturata», ha concluso la Orlandi, «è un’importante occasione per inaugurare un nuovo percorso di dialogo con i contribuenti che intendono intraprendere la strada della legalità fiscale, con l’obiettivo primario di stimolare il futuro adempimento spontaneo degli obblighi tributari».

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