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Rientro capitali irrevocabile

Una voluntary disclosure irrevocabile che contenga la ricostruzione puntuale e capillare delle attività estere rilevanti, degli apporti e dei redditi rilevanti non dichiarati. Alla trasparenza non sfuggono nemmeno i redditi nazionali nascosti all’erario. Di più. Oltre la compilazione rigo per rigo, e indietro nel tempo fino all’anno 2003, chi fosse interessato a aderire alla regolarizzazione dei capitali 2014 dovrà fornire al fisco italiano tutte le informazioni riguardo alle modalità di trasferimento e/o occultamento all’estero, la destinazione che verrà data a ciascuna attività rilevante e il ruolo di eventuali soggetti terzi che hanno contribuito alle operazioni poste in essere in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale.

Sono queste alcune informazioni che confluiranno nei modelli N, C, ed R, rispettivamente scheda individuale del richiedente, scheda attività rilevanti e scheda redditi rilevanti, che l’Agenzia delle entrate sta ultimando e che costituiranno l’impalcatura informativa e il veicolo per il reingresso in Italia dei capitali all’estero. ItaliaOggi è riuscita a visionare le bozze dei modelli a margine del Videoforum 2014 sulle novità in materia di fisco e lavoro, svoltosi ieri.

I dati e le definizioni. Ognuno dei richiedenti dovrà redigere la scheda denominata mod. N.

Le persone fisiche dovranno inserire il cognome e il nome, gli altri soggetti diversi dalle persone fisiche (nel modello si fa riferimento a società semplici, enti non commerciali ecc.), dovranno riportare la denominazione.

Il modello riserva uno specchietto alla parte delle definizioni. Saranno considerati «apporti rilevanti» gli afflussi di capitali confluiti nelle attività patrimoniali o finanziarie estere che non derivino però da meri frutti della stessa o da dismissioni di altre. Per quel che riguarda le attività estere rilevanti, invece, si dovrà tenere conto degli investimenti all’estero o le attività estere di natura finanziaria detenute anche indirettamente dai richiedenti. Il reddito rilevante è quello conseguito direttamente dal richiedente o a lui imputabile generato dalle attività estere o confluito nelle stesse.

Venendo al richiedente sono tali i soggetti che detengono o hanno detenuto all’estero anche solo in alcuni degli anni del periodo di imposta le attività finanziarie o patrimoniali senza dichiararli nel quadro RW di Unico; hanno sottratto a tassazione i redditi delle suddette attività a eccezione dei meri frutti; hanno conseguito redditi di fonte estere che sono stati sottratti alla tassazione esclusiva o concorrente del fisco italiano; sono, infine, eredi di contribuenti che al momento del decesso erano in una delle situazioni in precedenza descritte. Lo stretto legame con la normativa antiriciclaggio è evidenziato dal rinvio che si fa alla nozione di titolare effettivo, cioè la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione o un’attività o nel caso di entità giuridiche: la persona o le persone fisiche che possiedono o risultano beneficiati proprio secondo la normativa sul «beneficial owner» di stampo Ocse. Infine per valore patrimoniale, il fisco italiano intende il valore espresso in euro delle attività estere rilevato al termine del periodo di imposta rilevante secondo le regole di compilazione della sezione II del quadro RW.

Le informazioni. Chi richiede in maniera irrevocabile l’adesione al programma dovrà indicare le attività estere rilevanti riportando il tipo di attività, lo stato di detenzione, l’intestatario formale, il ruolo dell’intestatario formale, la sede o il domicilio dell’intestatario formale. Inoltre bisognerà indicare il collegamento rilevante con le attività estere nonché i valori che avrebbero dovuto essere riportati nel quadro RW. Completata l’informativa su attività rilevanti e apporti, i richiedenti dovranno indicare altre informazioni legate a: titolare effettivo, provenienza degli apporti, destinazione dei prelevamenti o dei proventi di dismissioni. E in particolare le modalità di trasferimento e/o di occultamento all’estero dei movimenti patrimoniali. Non solo. Il fisco chiede trasparenza sul ruolo dei vari soggetti terzi che a vario titolo hanno partecipato al trasferimento e all’occultamento delle attività estere e degli apporti. E l’amministrazione finanziaria vorrà conoscere pure la destinazione che verrà data a ciascuna delle attività rilevanti. Il tutto poi dovrà essere corredato dalla documentazione comprovante le informazioni. Sarà compito dell’Agenzia delle entrate tirare per così dire le somme. Sarà infatti l’Ucifi a quantificare i redditi rilevanti e a rilevare le violazioni agli obblighi sul monitoraggio fiscale al fine di determinare tutte le imposte, gli interessi e le sanzioni. E quindi a presentare il conto ai contribuenti.

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