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Rientro capitali boom 3miliardi con proroga Tasi, dubbi Bankitalia

ROMA – Proroga di due mesi per il rientro dei capitali: «Il gettito potrebbe raggiungere i 3 miliardi, fino ad oggi sono arrivate 45 mila domande, per 1,5 miliardi, con la proroga arriveremo a 80 mila», ha detto ieri sera Rossella Orladi, direttore dell’Agenzia delle entrate. I paesi da cui giungono le maggiori richieste sono: Svizzera, Monaco, San Marino e Liechtenstein.
Bankitalia si schiera intanto con l’Europa a difesa della Tasi sulla prima casa. Via Nazionale, intervenuta ieri con il vicedirettore Federico Signorini in audizione sul Def, ha sottolineato criticità sugli effetti di un eventuale abolizione della tassa su tre punti: spinta ai consumi; effetti distributivi tra più ricchi e più poveri; confronto con l’Europa. Via Nazionale ricorda che la tassazione della prima casa vige in Francia, Germania, Regno Unito e Francia e che il livello medio, pari all’1,5 del Pil è in linea con quello italiano; spiega inoltre che «il prelievo immobiliare sulla prima casa» è un prelievo «ottimale» dal punto di vista del finanziamento degli enti locali. Inoltre ha la caratteristica di «relativa stabilità del gettito e limitate possibilità di evasione».
Dubbi anche sull’effetto sui consumi. Secondo Bankitalia le «frequenti modifiche alla fiscalità immobiliare», cinque volte in sette anni, potrebbero indurre le famiglie a non reputare lo sgravio «permanente» e dunque a non aumentare i consumi.
Anche sul piano degli effetti distributivi Bankitalia è cauta: «L’esenzione della prima casa determinerebbe un risparmio di imposta crescente con la rendita catastale dell’abitazione». In altre parole favorirebbe le abitazioni di maggior pregio, presumibilmente occupate dai più agiati. Fenomeno che potrebbe essere rimosso con l’aggiornamento del catasto che attualmente generà «iniquità ».
Al contrario, la tassazione sul lavoro, che lo studio della Ue suggeriva all’Italia di ridurre, per Bankitalia «è particolarmente elevata »: il 22 per cento della retribuzione nel nostro paese contro 19,1 in Germania, 16,6 in Spagna, 14,5 per cento in Francia e nel Regno Unito.
Bankitalia condivide lo scenario del Def ma avverte che esistono rischi di un «indebolimento del contesto internazionale » a partire da Cina e scandalo Volkswagen.
Tornando alla voluntary ieri il governo, con una riunione lampo, ha prorogato di due mesi, fino al 30 novembre i termini per l’adesione per dare più tempo agli intermediari soprattutto esteri. Disattivate, grazie al gettito del riento, definito dal Tesoro «più che sufficiente » (cioè 1,5 mld), le due clausole: reverse charge (728 milioni) che da oggi avrebbe dato il via all’aumento della benzina e residuo Imu (670 milioni) che avrebbe fatto scattare gli acconti fiscali.
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