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Riello prepara il fondo anti credit crunch

Riello Investimenti Partners Sgr è pronto a lanciare un nuovo fondo dedicato agli investimenti finanziari in strumenti di debito per le piccole e medie aziende italiane. Target saranno quelle Pmi che trovano difficoltà a reperire risorse finanziarie tradizionali per lo sviluppo a causa del credit crunch.
«Il target di raccolta del fondo, che si chiamerà Fondo Impresa Italia, – spiega Nicola Riello, fondatore e partner di Riello Investimenti – sarà di 150 milioni di euro. Tra i nostri sottoscrittori ci saranno assicurazioni, casse di previdenza, fondi pensione e Fondazioni. Il target del fondo saranno le piccole e medie aziende». La brusca frenata del credito bancario ha lasciato le Pmi senza le tradizionali forme di finanziamento del loro sviluppo. «In Italia – continua Nicola Riello – ci sono infatti 21mila aziende solide con un fatturato compreso tra i 15 milioni e i 150 milioni, che costituiscono il motore del Paese. Per molte di queste aziende c’è stata una contrazione del credito. A regime la contrazione strutturale di disponibilità di credito viene stimata per l’Italia in 50-60 miliardi nei prossimi due-tre anni. Se, invece, si valuta il fondo sul versante dei sottoscrittori, abbiamo deciso di investire in operazioni con un adeguato mix di debito senior, debito junior e posizioni di equity. Gli investimenti saranno, inoltre, di medio periodo con rischio contenuto, con cedole semestrali e plusvalenze derivanti dalle posizioni di equity».
Riello Investimenti Partners Sgr, che fa parte di Riello Industries, ha già lanciato nel 2007 il fondo Gate specializzato nel private equity dedicato alle Pmi.
«Il fondo Gate – dice Nicola Riello – ha concluso la sua attività di investimento. Ha in portafoglio sei partecipazioni, fra le quali la Trafimet, la CBlade, la H-Farm Ventures, la Punto fotovoltaico, la Pool Service, la Golden Goose Deluxe Brand. Ora attendiamo il momento migliore per il disinvestimento». A guidare la Riello Industries sono oggi i fratelli Pierantonio, Andrea, Giuseppe, Nicola, e il padre Pilade che aveva lasciato anni prima il business delle caldaie, oggi restato al cugino Ettore ai vertici di Riello Group.

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